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Scritto Venerdì 14 febbraio 2020 alle 18:52

Pistola puntata contro un 'inseguito': condannato un ispettore di Polizia

È stato condannato ad un anno e tre mesi per minacce aggravate e violenza prinvata l'Ispettore capo di Polizia P.B e, come rischiesto dal PM, il giudice ha anche disposto la restituzione degli atti alla Procura per valutare l'eventuale ipotesi di reato ex art 323 del codice penale (abuso d'ufficio). Tutto nasce dalla pistola che l'uomo avrebbe puntato addosso al querelante, nel giugno del 2017. Una scena da film, parrebbe: un urto fra le autovetture dei due protagonisti della vicenda, in una galleria della ss 36, poi un inseguimento a folle velocità terminato nella piazza di Margno, dove il poliziotto sarebbe sceso dalla macchina e avrebbe puntato l'arma contro l'occupante dell'altro mezzo.
Una condotta che oggi il Vpo Pietro Bassi ha definito "debordante" rispetto ai doveri di una divisa -fra l'altro- in quel momento non in servizio.
"Mi dispiace sempre chiedere una condanna, a maggior ragione di un operante della Polizia" ha commentato il Vice procuratore onorario.
Il legale dell'Ispettore, l'avvocato Consoloni Fabrizio, si è strenuamente battuto per tirare le fila del dibattimento e provare in ultima istanza l'innocenza del proprio assistito, chiedendone l'assoluzione e in subordine le attenuanti generiche del caso, oltre all'attenuante della provocazione.
"Il signor T. ci ha raccontato delle falsità" ha affermato il legale. "La verità è che è stato lui a cagionare l'incidente in galleria". Secondo la difesa, il filmato di videosorveglianza che riprende il momento del sinistro sarebbe il perno su cui si baserebbe la non credibilità della persona offesa. Il T., infatti avrebbe dapprima urtato l'Ispettore di Polizia e poi, ignorando i suoi alt, avrebbe tentato di darsi alla fuga.
A riprova di questo l'avvocato Consoloni ha riprodotto dal proprio cellulare un filmato girato dall'imputato subito dopo l'incidente: "Fermati! Ho chiamato la Polizia e i Carabinieri" si sentiva B. urlare dal finestrino, seguito dalla risposta eloquente del signor T: un dito medio.
Troppo divergenti fra loro le testimonianze raccolte in fase istruttoria secondo il difensore: chi diceva di aver visto l'arma e chi no, chi diceva di avergli sentito proferire le parole "ti uccido" e chi "non abbiate paura", fino alla stessa memoria del T., che ha raccontato al giudice di essersi visto puntare addosso una pistola grigia, mentre la Beretta di ordinanza sarebbe stata nera.
Prove contraddittorie fra loro, che secondo l'avvocato non avrebbero consentito la formazione della prova di colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. Di diverso avviso il giudice.
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F.F.
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