• Sei il visitatore n° 182.681.559
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Sabato 22 febbraio 2020 alle 15:08

Rota: contro il taglio della 1^ 'scientifico', genitori, Istituto e sindaci fanno quadrato

67 iscritti complessivi, contro i 75 richiesti per attivare una terza prima: il Liceo dell'Istituto Rota di Calolzio rischia di iniziare l'anno scolastico 2020/2021 con una sezione in meno perdendo l'indirizzo scientifico tradizionale per il quale sono state avanzate solo 16 richieste, contro le 51 per l'indirizzo scienze applicate.

Dinnanzi a questa - concreta - possibilità Sonia Invernizzi ha quest'oggi chiamato a raccolta mamme e papà degli studenti ad oggi senza classe, coinvolgendo altresì il Comitato genitori dell'Istituto nonché il Consiglio di Istituto, una rappresentativa dagli insegnanti della scuola in nome di tutti i colleghi e gli amministratori dei comuni della Valle San Martino. Il momento di discussione è stato ospitato dall'oratorio di Sala. Duplice la veste della promotrice dell'assemblea, essendo mamma di una delle future primine iscritte all'indirizzo tradizionale nonché docente proprio al Rota, condizione, quest'ultima che l'ha portata a conoscere prima degli altri l'evoluzione in negativo della situazione. La dirigenza - ringraziata vivamente per lo sforzo profuso nel tentativo di trovare una soluzione - nei giorni scorsi ha infatti provato a ricontattare i nuovi iscritti alle scienze applicate per verificare se nel frattempo qualcuno avesse maturato l'intenzione di spostarsi allo scientifico tradizionale, senza ricevere però risposte in questo senso.

Sonia Invernizzi

"Ad oggi dunque non abbiamo i numeri per far partire la sezione" ha chiarito, pur non essendoci ancora comunicazioni ufficiali, riproponendo la domanda che l'ha spinta a cercare di radunare i soggetti invitati all'appuntamento odierno. "Io, come mamma, cosa posso fare? Oggi mia figlia per l'Ufficio scolastico territoriale è semplicemente un numero, che deve essere riorientato. Se riesco a convocare gli altri, mia figlia diventa parte di un gruppo: siamo tutte famiglie che chiedono che venga tutelato il diritto allo studio dei loro ragazzi, in questo territorio, in quella Valle, non equiparabile ad altre realtà come quella lecchese. L'intento è quello di coordinare la nostra voce: io sono uno, insieme siamo 16, numero poi non così lontano da quello richiesto per far partire una prima liceo scientifico tradizionale".

I professori del Rota in rappresentanza dei docenti 

13 i genitori che hanno risposto all'invito, ai quali si sono aggiunti anche la mamma di un alunno iscritto alle scienze applicate - "mi rimorde la coscienza da calolziese, se non dovesse partire il tradizionale" - e due rappresentati dell'attuale 1^D, preoccupati per l'eventuale interruzione della continuità storica del Liceo che creerebbe, in primis, problemi a chi negli anni verrà bocciato. Insieme hanno condiviso un documento da presentare il prima possibile al Provveditore, chiarendo fin da subito di non avere "intenti sovversivi", di "non voler polemizzare", ma, di contro di voler "operare nel rispetto del ruolo di ciascuno", sensibilizzando anche l'opinione pubblica, al fine ultimo di "trovare una soluzione per questi ragazzi".

Gli amministratori Gabriella Zaina, Roberto Maggi e Marco Ghezzi

Saldi i cardini del ragionamento: la storia stessa del Rota, nato per accogliere gli studenti della Valle, con particolare riguardo a quelli dei comuni più periferici, per offrire loro un'opportunità, senza pesare sugli altri Licei del territorio; il livello di qualità raggiunto in 14 anni dall'Istituto calolziese; la necessità di veder rispettata la scelta consapevole e convinta di 16 ragazzi e delle loro famiglie che, tra le diverse alternative, hanno scelto proprio lo scientifico tradizionale del Rota e rischiano di essere ricollocati altrove (dove ad oggi rappresenta una delle incognite di questa vicenda). Senza dimenticare poi - come rimarcato dai professori nella bozza di una seconda missiva per il Dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale che verrà discussa collegialmente mercoledì - la volontà di preservare anche un gruppo docenti che negli anni si è affiatato e perfezionato, all'interno di un indirizzo che per l'Istituto ha da sempre rappresentato un fiore all'occhiello, come dimostrato dai risultati ottenuti dagli studenti licenziati di anno in anno.

A margine, è stato sottolineato altresì come sia prematuro ad oggi, tagliare una sezione a Calolzio, visto che i numeri complessivi di iscrizioni in prima liceo scientifico tradizionale in provincia di Lecco sono già tali da portare altre realtà - come il Grassi di Lecco - ad avere classi di grandi dimensioni, fatto in relazione al quale verrà probabilmente poi chiesta (da altri), alla luce anche dei rimandati, a luglio almeno una sezione in deroga. Si suggerirebbe dunque di "congelare" la prima del Rota, in attesa della definizione complessiva dello scacchiere. Anche se l'ipotesi di dover aspettare l'estate per veder definita la situazione, chiaramente, non lascia tranquilli i genitori.

Già lunedì quindi protocolleranno la loro istanza al Provveditorato, chiedendo altresì di essere ricevuti, come delegazione con più componenti, con il sostegno del consiglio d'Istituto. Mossa analoga verrà fatta dai comuni: Marco Ghezzi (sindaco di Calolzio) - presente all'incontro con gli assessori Roberto Maggi di Vercurago e Gabriella Zaina di Carenno - coinvolgerà i colleghi della Valle e dell'altra sponda dell'Adda, in "difesa" del Rota, pur essendo l'istruzione superiore materia della Provincia di Lecco, proprio riconoscendo la peculiarità dell'Istituto per il territorio e il suo valore. Nella speranza che l'unione faccia davvero la forza, in nome della qualità più che della mera quantità.
Siamo i genitori di 16 alunni che, dopo aver riflettuto sulla difficile scelta della scuola superiore insieme ai nostri figli e alla luce del significativo percorso di orientamento svolto nella scuola secondaria di primo grado, abbiamo infine fatto una scelta consapevole e convinta, optando per il Liceo scientifico dell’Istituto superiore “Lorenzo Rota” di Calolziocorte.
 Per pochissimi studenti (numeri?) mancanti rispetto a quanto richiesto, sembrerebbe che la classe non venga formata e che l’Istituto possa perdere tale indirizzo.
Il Liceo di Calolziocorte è conosciuto sul territorio (e non solo) per la serietà educativa, per l’alto livello della sua offerta didattica, per la dedizione e competenza dei suoi docenti, per l’ambiente sereno in cui gli alunni sono accompagnati ad affrontare le “fatiche” dello studio, per le numerose e interessanti opportunità formative che la scuola offre sempre agli studenti. Di tutto ciò siamo venuti a conoscenza tramite il “passaparola” di amici e conoscenti e tramite le iniziative di orientamento proposte dall’Istituto. Ma anche gli esiti delle prove INVALSI e le classifiche di “Eduscopio” dimostrano la validità del Liceo del “Rota”, sempre in linea con i Licei “storici” del lecchese, quando non addirittura con risultati migliori ottenuti dai suoi studenti. Infine, durante gli “Open day”, abbiamo potuto conoscere e parlare anche con questi ultimi, e sia noi che i nostri figli siamo rimasti colpiti dalla loro maturità e dal loro amore per la scuola che frequentano.
I nostri figli non sono dei “numeri” e siamo assolutamente contrari al fatto che per fruire del diritto allo studio previsto dalla nostra Costituzione debbano essere riorientati in altri Istituti della provincia, oppure che siano costretti a frequentare un indirizzo che non è quello che hanno scelto come prima opzione, magari andando a completare sezioni già sovraffollate altrove.
Siamo convinti che una soluzione si possa trovare, e che l’UST di Lecco possa soddisfare non solo le nostre esigenze ma quelle di un’intera comunità. Ciò avrebbe come conseguenza la valorizzazione di una sua risorsa, anziché il suo affossamento. Non intendiamo usare un tono polemico, ma vogliamo agire nel pieno rispetto dei ruoli delle parti coinvolte. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica affinché l’UST riconsideri la propria posizione attuale, tenendo conto:
che la provincia in passato ha investito su questa scuola e in particolare su questo indirizzo di studi, che serviva a “decongestionare” gli istituti lecchesi: perché ora dare un calcio a ciò che grazie a quell’investimento si è creato?
che sono stati recentemente stanziati finanziamenti per l’ampliamento strutturale dell’edificio scolastico
che l’orientamento politico nazionale in ordine alla formazione delle sezioni verte nella direzione di ridurre drasticamente il numero degli alunni per classe abolendo le “classi pollaio”
che, statisticamente il numero di alunni delle classi appena formate aumenta, acquisendo nuove iscrizioni, sia nel breve che nel lungo periodo
della specifica realtà territoriale della Valle San Martino e del disagio che verrebbe arrecato soprattutto alle famiglie dei comuni periferici in termini di tempo, risorse economiche ed energie impiegate a raggiungere la sede scolastica
che ci si dovrebbe interrogare sulla sorte degli alunni attualmente frequentanti la classe prima del Liceo Scientifico i quali, in caso di ripetenza, sarebbero necessariamente dirottati su un’altra sede
di molte altre questioni aperte

Ringraziamo le amministrazioni comunali e le autorità della Valle San Martino, intervenute numerose all’assemblea, per il sostegno e l’interesse dimostrati e per gli impegni presi nel supportare la nostra causa.
Ringraziamo, inoltre, per la collaborativa partecipazione il corpo docenti dell’Istituto, i rappresentanti del Consiglio d’Istituto e del Comitato genitori e le famiglie delle altre classi che si sono mostrate solidali all’iniziativa.


Calolziocorte, 22/02/2020

I genitori degli alunni iscritti alla classe 1^
del Liceo Scientifico presso l’Istituto Superiore “Lorenzo Rota”

 

Ci è stato comunicato che l'UST non intende concedere alla nostra scuola, per il prossimo anno scolastico, la sezione di Liceo Scientifico tradizionale, in quanto ha valutato che il numero degli iscritti non sia sufficiente.
Con la perdita di tale classe verrebbe meno un elemento identitario dell'Istituto Superiore “Lorenzo Rota”, che costituisce un fondamentale polo culturale ed educativo sul territorio, punto di riferimento per molti alunni e per le loro famiglie; ciò determinerebbe un grave impoverimento dell'offerta formativa e culturale della scuola.
Il nostro Istituto scolastico si troverà costretto a respingere l'iscrizione di molti alunni che convintamente hanno scelto il nostro Liceo scientifico, credendo nel progetto educativo che nel corso di più di un decennio abbiamo elaborato e offerto ai nostri studenti. Riteniamo di aver sempre garantito una formazione di alto profilo scientifico-culturale, come riconosciuto, nel corso degli anni, anche da Enti di valutazione esterna e come dimostrano gli eccellenti esiti dei percorsi universitari e postuniversitari dei nostri ex studenti.
Ricordiamo anche che molti docenti dell'Istituto correranno il rischio, negli anni futuri, di perdere le cattedre su cui lavorano da tempo con passione.
Chiediamo, pertanto, che venga rivalutata la possibilità di attivare tale classe, considerato anche il fatto che il numero attuale degli iscritti, come dimostrato dallo storico dell'Istituto, potrebbe aumentare nel corso dei prossimi mesi e che proprio in questi giorni una sezione del Parlamento ha approvato provvedimenti che vanno nella direzione di una significativa riduzione del numero di alunni per classe.

21 febbraio 2020

I docenti dell'Istituto Superiore
“Lorenzo Rota” di Calolziocorte

 

Articoli correlati:
21.02.2020 - Calolzio, Liceo Scientifico: non ci sono i numeri per la prima, 16 alunni 'a piedi'
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco