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Scritto Sabato 07 marzo 2020 alle 18:07

In fuga dal Coronavirus, lecchesi e 'forestieri' si ritrovano tra la folla sui prati colmi di neve e nei bar dei Piani dei Resinelli

Coronavirus e neve. Un’accoppiata perfetta per i Piani Resinelli, che nella giornata di oggi – come del resto in quasi tutta la settimana appena trascorsa – sono stati letteralmente “presi d’assalto” da centinaia di famiglie del territorio e non solo, intenzionate a trascorrere qualche ora all’aria aperta lontane da luoghi affollati e dunque potenzialmente pericolosi in questo periodo “surreale” di emergenza sanitaria.





Se la speranza, però, era quella di trovare un po’ di tranquillità in mezzo alla natura, in molti hanno dovuto ricredersi, soprattutto se – una volta completata l’impresa di trovare un parcheggio – si sono diretti verso uno dei pratoni imbiancati per una discesa con il bob, momento irrinunciabile per i più piccoli.





“Non pensavamo di trovare così tanta gente” ha ammesso una famiglia milanese, in fuga dalla periferia della metropoli dopo una settimana “strana, in cui non è stato facile destreggiarsi tra il lavoro e i bambini a casa”. “Ci siamo dati una mano con alcuni amici, i cui figli vanno a scuola con i nostri, ma speriamo che la situazione possa tornare presto alla normalità” ha proseguito la coppia, in difficoltà – come tante altre – nel gestire durante il giorno i bambini, spesso affidati ai nonni o ad altri parenti, incaricati di badare a loro e di “tenerli impegnati”, possibilmente in maniera creativa.





“Fortunatamente posso contare su mia sorella, che lavora per poche ore” ci ha detto un’altra mamma sulla neve dei Resinelli, un’habitué del posto, che come molti lecchesi raggiunge spesso nel fine settimana per una passeggiata. “In un sabato pomeriggio normale non saremmo venuti, perché probabilmente avremmo avuto qualche impegno sportivo, ma questa imbiancata “tardiva” ci ha convinti definitivamente” hanno aggiunto altri genitori del meratese, con una mamma che ha detto di sentirsi “in parte fortunata” perché, lavorando in una scuola, non si è ancora trovata di fronte alla necessità di ricorrere a un aiuto per curare la figlia piccola. “Abbiamo voluto approfittare di questa bella giornata per prendere una boccata di aria fresca” ha commentato, ancora, un papà, precisando che “durante la settimana i bambini restano a casa con la mamma”. “A volte si annoiano una volta finiti i compiti, ma è giusto così, in questo periodo ci sono delle regole da rispettare”.




Un aspetto, quest’ultimo, sempre più cruciale per contrastare la diffusione del Coronavirus, che anche ai Piani Resinelli non ha mancato di suscitare qualche perplessità non solo tra le tante famiglie, ma anche tra baristi e ristoratori della località montana, divisi tra il diritto – attualmente concesso loro – di tenere aperta la propria attività e il dovere di far rispettare ai clienti le prescrizioni imposte dal Governo, tra cui il mantenimento della distanza minima di un metro fra le persone. Obiettivo non certo facile in una giornata come quella odierna, nel clou di un week-end di fatto ancora invernale, inaspettatamente arricchito dall’arrivo della neve.





“È tutta la settimana che abbiamo il locale pieno: il Coronavirus ha fatto sicuramente la sua parte, portando qui soprattutto tanti nonni con i nipotini, ma non solo” hanno commentato i due fratelli dietro al bancone della “Tana del Nibbio” in via Escursionisti, condividendo l’opinione espressa pressoché da tutti gli operatori della zona, concordi nel testimoniare “giorni di lavoro intenso – con un vero e proprio “boom” mercoledì – dopo una stagione di calma piatta, vista l’assenza di neve”.
Meglio tardi che mai, insomma. La speranza, comunque, è che non serva più la “scusa” del Coronavirus per godersi un pomeriggio in compagnia nella splendida cornice dei Piani Resinelli.
B.P.
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