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Scritto Venerdì 20 marzo 2020 alle 17:33

Un Paese al contrario

Vogliono impedire di fare una corsa solitaria nei campi ma la metropolitana è piena zeppa di gente. Quasi tutti girano con mascherine inefficaci e fino a dieci giorni fa si accalcavano davanti agli scaffali dei supermercati per contendersi un pacco di fusilli o sette confezioni di fragole. Si può portare a spasso un cane ma non un bambino. Hanno promesso 600 euro alle partite IVA ma l'Inps non ha nemmeno i moduli. Non è possibile acquistare un quaderno o un lapis ma solo rotoli e rotoli di carta igienica. I cantieri edili continuano a lavorare, e sono pieni di operai della bergamasca. Il Parlamento è chiuso ma medici e infermieri in trincea non hanno protezioni, così come quanti lavorano nelle varie "fabbrichette" e nei posti legati al commercio. C'è un sindaco che prima è andato a Chinatown (via Paolo Sarpi, Milano) a mangiare gli involtini primavera, quattro giorni dopo ha blindato le scuole (ancor prima di tutta Italia), quindi nel giro di un'altra settimana ha scritto l'hashtag "milanononchiude" e adesso fa girare la metropolitana piena come un uovo. Tutti sono invitati a cantare dalle finestre, ma se uno va a suonare il clarinetto da solo in un bosco lo arrestano. I clochard sono invitati a starsene in casa. Solo i detenuti non devono rispettare il metro di distanza, perché per farlo dovrebbero uccidere i loro compagni di cella. C'è un illustre virologo che rilascia 45 interviste al giorno, con tanto di telecamere in ufficio, e non si capisce come possa concentrarsi e lavorare. Ma forse è un superuomo. C'è, ci sono... Mi fermo qui. C'è bisogno di tanto coraggio.
Eugenio
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