Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 86.696.315
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Sabato 21 marzo 2020 alle 08:49

Il Manzoni che non si ferma/1: accorgimenti in Ostetricia per la tutela di tutti. Attivati il pre-triage e cinque camere isolate per i casi 'sospetti'. Mamma positiva partorisce in sicurezza

Il dr. Giuseppe Pellegrino
Coronavirus sì, coronavirus no, quando quel momento arriva, arriva. In settimane in cui tutta l'attenzione è orientata verso le rianimazioni e i “reparti polmone”, la vita, tra le mura dell'ospedale Manzoni, è proprio il caso di dirlo... continua imperterrita a vedere la luce. Nelle sale parto del primo piano i primi vagiti vengono emessi con il ritmo di sempre. Sono i numeri a confermarlo, in perfetto allineamento con quelli dello scorso anno, come raccontato dal primario Giuseppe Pellegrino, chiamato a mantenere inalterati – in condizioni emergenziali a livello di salute pubblica generale – anche gli standard di sicurezza interno alla struttura a lui affidata. “Da noi vengono rispettate tutte le indicazioni regionali” assicura, spiegando di aver creato – con il supporto del suo staff e favorito dalla conformazione stessa del reparto – un'area di pre-triage, prima dell'ingresso al pronto soccorso ostetrico-ginecologico che, come noto, è a accesso diretto. “Attraverso una check-list siamo in grado di individuare preventivamente i casi sospetti, da trattare con tali”. Chi, per esempio, ha avuto contatti con soggetti positivi o chi manifesta sintomi che potrebbero essere associati al coronavirus viene dirottato in un'area dedicata. “Abbiamo allestito – prosegue infatti il camice bianco - cinque camere completamente separate dal reparto, all'interno di quelle che erano già in origine delle stanze poi riconvertite in studi medici. In una abbiamo posizionato tutto il necessario per le ecografie e le visite, le altre quattro sono invece di degenza vera e propria, dotate di postazione infermieristica e ostetrica. Ciò ci permette di mantenere il PS ed il reparto completamente “puliti””.
Ed effettivamente tale misura ha già permesso di assicurare da una parte la necessaria assistenza a una gestante e dall'altra la “protezione” di cui necessitano le altre compagne di avventura. “Una donna che al pre-triage è stata individuata come “caso sospetto” seppur asintomatica il 12 marzo ha partorito – naturalmente – seguita con tutte le protezioni del caso: è risultata poi positiva al coronavirus ed è stata presa in cura dagli infettivologi. Lei e il bimbo sono stati dimessi in pieno benessere e la mamma sta completando a casa la quarantena”.
“Tutta l'attività ambulatoriale per la gravidanza fisiologica e patologica continua tale e quale a prima” prosegue poi il primario, rassicurando le pazienti circa gli accorgimenti presi, tra i quali anche la telefonata “filtro” per le visite, con operatrici della struttura che chiamato a casa le interessate per un pre-pre triage, chiedendo loro, qualora possano avere dubbi legati al coronavirus di assumere tutte le necessarie precauzioni, posticipando anche l'appuntamento se differibile.
Certo, qualche “aggiustamento in corsa” si è reso necessario. E la tecnologia è venuta incontro alle ostetriche. Il colloquio di gruppo della diagnosi prenatale è stato sostituito da un video caricato proprio in questi giorni sulla pagina Facebook del reparto e l'intenzione è di procedere allo stesso modo anche per quanto attiene l'incontro informativo che di solito viene tenuto per quanto attiene la partoanalgesia: il Manzoni – anche alle prese con lo tsunami coronavirus – riesce infatti ad garantire “l'anestesista rosa” e dunque il parto senza dolore qualora richiesto. Fermi invece i corsi pre-parto e, sempre con l'intento di evitare assembramenti in ospedale, le visite della gravidanza fisiologica a cura delle ostetriche sono state spostate presso la sede del consultorio di via Tubi, in ambiente dunque più “ovattato”.
La primavera attesa da tutti...
che in Ostetricia non ha mai smesso di fiorire
Venendo alle note dolenti, come imposto dalla Regione, anche le visite parenti in Ostetricia-Ginecologia sono sospese proprio nell'intenzione di prevenire il contagio in corsia. Ma appellandosi a quel “salvo le indicazioni date dagli operatori”, il Manzoni riesce comunque a garantire ai papà la presenza durante il travaglio: “la nascita di un figlio è un momento unico” spiega il dr. Pellegrino, garante dunque della volontà di salvaguardare tale meraviglioso ricordo, consentendo l'accesso al genitore alla sala parto. “Una volta al giorno poi, il compagno o un partente può accedere al pre-triage portando alle operatrici un cambio o quanto richiesto dalle nostre degenti, secondo le loro necessità”. Insomma, ogni sforzo per garantire sicurezza ma anche “comfort” è messo in atto, con l'impegno di tutto lo staff.
“Ad oggi non registriamo nessun malato tra i nostri operatori. Abbiamo due medici dati in prestito agli altri reparti, che turnano però senza fare sala parto”. Ci si aiuta, tra colleghi. Ma la primavera di cui parlava la settimana scorsa il dr. Marco Soncini, primario di Medicina, in Ostetricia non hai mai smesso di... sbocciare.
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco