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Scritto Lunedì 23 marzo 2020 alle 12:22

UIL Lario: nel 1° bimestre 2020 +187% di cassa integrazione nel lecchese

Si inserisce in un contesto drammatico per il nostro Paese a seguito dell’emergenza Coronavirus il 2° rapporto UIL del Lario sulla cassa integrazione nelle Province di Como e Lecco, riferito al bimestre gennaio-febbraio 2020. Gli effetti saranno visibili dal mese di marzo, ma già oggi si può notare la difficile situazione economica nelle nostre Province, con la cassa integrazione totale aumentata nel lecchese del 187,1% e nel comasco del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2019 (+24,8% in Lombardia). Si conferma la cessazione della richiesta di ore di cassa integrazione in deroga nel bimestre gennaio-febbraio 2020 rispetto allo scorso anno, che è stata ripristinata con il Decreto-legge n.9 del 2 marzo 2020 per tutta la regione e successivamente con il Decreto-Legge n. 18 del 17/03/2020 per tutta l’Italia.
In aumento la domanda di ore di cassa integrazione ordinaria in entrambi i territori (+54,7% a Lecco e provincia, +48,9% a Como), mentre quella straordinaria è in ascesa soltanto nel lecchese (+10.642,6 %, -18,6 % sull'altro ramo del Lario). Migliora la condizione del settore tessile (-20,9% e -50,6% di cassa integrazione rispettivamente per Lecco e Como), mentre - di contro - peggiora quella del metalmeccanico (+2.411% e + 415,3%). In generale, sono le aziende del comparto industriale a registrare un incremento della richiesta di ore (+195,8% a Lecco e +25,1% a Como), mentre il trend risulta diverso nell'edilizia (-12,4% a Lecco e +128,2% a Como). In termini assoluti, il numero totale dei lavoratori in cassa è di 1.887 per Lecco (+1.223 sul 2019) e 2.807 per Como (+386).
"La situazione rappresentata da questo rapporto è ormai abbondantemente e drammaticamente superata dall’emergenza del Coronavirus, che è certamente una catastrofe umanitaria ma anche economica" commenta Salvatore Monteduro, Segretario Generale CST UIL del Lario. "L’approvazione nel mese di marzo dei due Decreti-Legge n.9 del 2 marzo 2020 e n.18 del 17 marzo 2020, con i quali si è riconosciuta la possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali da parte di tutte le aziende, anche di quelle con meno di 6 dipendenti, con la causale “Emergenza COVID- 19” per sospensione di attività, ha di fatto dato il via alla richiesta da parte di numerose imprese. È importante ed essenziale che il Governo sia intervenuto con i due decreti per garantire le prime forme di tutela per i lavoratori, ma è necessario ampliare la durata della copertura, oggi prevista in nove settimane".
"Sperando di uscire nel più breve tempo possibile dalla situazione di emergenza sanitaria, che in questo momento è prioritaria, resterà un disastro economico e sociale di proporzioni inimmaginabili, che imporrà tutele sociali molto ampie e strutturate nel tempo, per garantire sia i lavoratori in costanza di rapporto (ampliare la durata della cassa integrazione, FIS ecc.) sia i soggetti inoccupati alla ricerca di un posto (NASPI – indennità mensile di disoccupazione, riconosciuta fino ad un massimo di 24 mesi)" conclude Monteduro.
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