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Scritto Lunedì 23 marzo 2020 alle 15:02

Mandello: con l'associazione Il Cerchio Tondo laboratori manuali e fiabe per i più piccoli

Sono state pensate per i più piccoli - che in questi giorni si stanno barcamenando nell’impresa di "convivere" con la noia, in una routine rinnovata anche per loro - le attività ideate da Il Cerchio Tondo, associazione di promozione sociale che si occupa di teatro per bambini con sede a Mandello del Lario: si tratta di una serie di laboratori manuali "a distanza", alternati alla messa in scena di piccole fiabe, pubblicati online a cadenza settimanale.
Fondato nel 1996 da Marco Randellini e Maura Invitti, il sodalizio ha promosso, negli anni, una serie di spettacoli di burattini e marionette, insieme a laboratori, festival ed eventi nell’ambito del teatro-famiglia rivolti ai più piccini. L’idea di base è quella di sviluppare la socializzazione attraverso le capacità manuali. "Per questo motivo - spiegano Marco e Maura - creiamo i nostri spettacoli, laboratori e altre attività a partire da storie tradizionali sia italiane che straniere, reinterpretandole tramite i linguaggi di musica e figura per dare vita a rappresentazioni per l’infanzia ricche di simboli e archetipi, capaci di comunicare un messaggio in un’esperienza emotivamente coinvolgente”.


Maura Invitti e Marco Randellini

Il riferimento principale della coppia è l’Arte Povera, un movimento nato nella seconda metà nel Novecento che guarda alla creatività come mezzo per dare nuova vita a un oggetto e per rendere nuovamente utile ciò che altrimenti sarebbe scartato.
“Come molte altre realtà teatrali, siamo stati tra i primi a chiudere le nostre attività in seguito alle limitazioni prese per far fronte al Coronavirus” ci racconta Marco, che ricorda come la diffusione del contagio abbia impedito lo svolgimento dell’ultimo spettacolo della rassegna domenicale in programma il 23 febbraio in collaborazione con il Teatro Invito. “La situazione si è ben presto aggravata, ma non ci siamo dati per vinti. Al contrario, abbiamo deciso di reagire convinti che la nostra attività possa costituire un motivo di svago per i bambini che si trovano costretti a casa con i genitori, in una situazione anomala e di limitazione prolungata nel tempo”.
Nel dare il proprio contributo in una situazione emergenziale, i due artisti hanno deciso di fare ciò che costituisce la linfa vitale della loro attività da più di vent’anni: "Il teatro è relazione, socializzazione e confronto nelle forme del gioco, della costruzione e dell’animazione, e in questo momento particolare, di assenza di contatti, è ancora più importante insistere sulla comunicazione e sulla manualità di cui ci sentiamo maestri".
Per questa ragione, a partire da questa settimana, Randellini e Invitti hanno deciso di pubblicare, ogni mercoledì, un video sul canale You Tube e sulla pagina Facebook dell'associazione, che illustri dei laboratori - che richiedono competenze basilari e materiali comuni - in grado di “far riscoprire le possibilità creative e manuali finalizzate allo sviluppo di capacità di progettazione, fiducia e conoscenza di sé”. A questi si alterneranno alcune piccole fiabe, messe in scena all’interno di un teatrino.
“È un’esperienza assolutamente nuova anche per noi, che non siamo abituati ad utilizzare la tecnologia nel nostro lavoro, ma grazie al supporto di figli tecnologicamente più abili abbiamo scoperto un nuovo linguaggio, ci siamo messi in gioco sfruttando uno strumento che fino a poco tempo fa criticavamo per la sua presenza eccessiva nelle vite dei giovani”.
"È questione di far necessità virtù” il commento finale di Marco, che invita grandi e piccini all’appuntamento – virtuale – di mercoledì 25 marzo, quando verrà pubblicata sul canale You Tube e sulla pagina Facebook la fiaba “Il sole, la luna e il mare”.
A.A.
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