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Scritto Mercoledì 25 marzo 2020 alle 17:26

Confindustria sullo sciopero: atteggiamento sconcertante dei sindacati

Lorenzo Riva
"La proclamazione di uno sciopero in questo momento è un gesto assolutamente irresponsabile ed incomprensibile" così Lorenzo Riva, Presidente di Confindustria Lecco, commenta la scelta dei sindacati, sostenuta sul territorio dal 70% dei metalmeccanici ancora al lavoro, di proclamare per la giornata odierna 8 ore di astensione. "Dopo il decreto del 22 marzo, staranno aperte solo le aziende la cui attività è necessaria per continuare a garantire che ai cittadini e, non dimentichiamolo proprio ora, agli ammalati, non manchino i generi di prima necessità ed i servizi essenziali. Nessuno di noi vuole case senza energia, ospedali senza medicinali e dispositivi di protezione, scaffali vuoti nei supermercati, farmacie senza quanto serve per restare in salute. Con uno sciopero non si fa altro che mettere in pericolo, più di quanto già non siano, le filiere essenziali, con il risultato che la mancanza dei beni primari possa diventare esattamente quello che dobbiamo aspettarci. Per questo dico che l'atteggiamento da parte delle Organizzazioni sindacali è in questo momento sconcertante: con lo sciopero si è scelto di aggiungere un'ulteriore difficoltà a quelle già gravissime in essere. Difficoltà che non vanno semplicemente a gravare sulle imprese ma, come risultato finale, andranno ad impattare sugli stessi lavoratori e su tutti noi. Invece di comprendere che siamo tutti dalla stessa parte si sceglie il contrasto aperto, peraltro dopo che con ore di concertazione si è arrivati ad un protocollo per la salute e sicurezza condiviso, che le imprese ancora aperte stanno applicando. Molto diversamente dalle accuse che ci rivolgono, la nostra prima preoccupazione e responsabilità sono sempre state la salute e il benessere delle persone, la cui tutela passa anche dalla possibilità che avremo di risollevarci in fretta e continuare a creare occupazione. Obiettivo che, se continuiamo così, diventa sempre più lontano. E la distruzione del sistema produttivo è qualcosa che il nostro Paese non si può permettere".
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