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Scritto Mercoledì 25 marzo 2020 alle 19:00

Scioperano anche i chimici, tessile, gomma plastica e il settore della carta. I sindacati: 'Obbiettivo ridurre il più possibile l’attività'

Fabio Gerosa e Nicola Cesana,
segretari di SLC Cgil Lecco e di Filctem Cgil Lecco
Stop di otto ore anche nelle aziende cartografiche, chimiche e plastiche quest’oggi, mercoledì 25 marzo, per chiedere che il Governo riveda la lista dei codici ATECO ritenuti essenziali dal decreto del 22 marzo ma soprattutto per sensibilizzare gli imprenditori a prendere in considerazione un rallentamento dell’attività. Soddisfatti i sindacati di riferimento nel Lecchese, nonostante numeri di tutt’altra portata rispetto allo sciopero che ha coinvolto nelle stesse ore il settore metalmeccanico. ''All’interno delle aziende cartotecniche, della comunicazione e grafiche c’è stata una discreta partecipazione, anche se già molte di queste stanno utilizzando in maniera massiccia ammortizzatori sociali e riduzione del personale nelle attività produttive'' è il commento di Fabio Gerosa, segretario generale di SLC Cgil Lecco. ''La nostra è stata un’azione prima di tutto simbolica. Come prima cosa chiediamo di ridurre le attività lavorative del settore cartotecnico che, seppure collegate al pezzo dell’alimentare, di fronte ad una pandemia come quella in cui ci troviamo può essere certamente messa in disparte per un periodo. Mi riferisco, ad esempio, a quelle aziende che sostengono la produzione di superalcolici, oppure a chi fa parte del settore food che serve bar e pasticcerie, al momento chiuse."
"Dobbiamo considerare che il nostro sistema sanitario oggi fa fatica a contenere le richieste quotidiane di salvaguardia della popolazione. Se oggi un lavoratore si fa male mentre sta lavorando ad una produzione che non serve, è un danno per tutta la collettività. Abbiamo poi proclamato questo sciopero per sensibilizzare di più le aziende a rispettare i protocolli di sicurezza, partendo dal presupposto che non basta applicarli per una settimana ma bisognerò conviverci per diversi mesi. Rileviamo purtroppo che soltanto un 20% delle aziende si sono attivate per mettere in campo tutte le misure di sicurezza, mentre gran parte non lo fanno''. Alta l’adesione delle aziende lecchesi tra quelle riferibili al settore del chimico e della gomma-plastica, anche se risultano aperte soltanto in due: la Clariant di Merate e la Plastiape di Osnago. ''Abbiamo rilevato in queste due realtà un’adesione quasi totale'' ha spiegato Nicola Cesana, segretario generale di Filctem Cgil Lecco. ''In entrambi i casi abbiamo chiesto di applicare nel modo più corretto il protocollo siglato con il Governo e tendenzialmente di limitare le attività alle sole che sono veramente considerate essenziali. Laddove vi sia una produzione di assoluta emergenza, l’organico deve essere ridotto al minimo indispensabile''.
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