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Scritto Venerdì 27 marzo 2020 alle 13:04

In Lombardia oltre 7.000 aziende metalmeccaniche hanno chiesto la cassa, 41.700 convolti tra Monza e Lecco

Continuano ad arrivare senza sosta alle organizzazioni sindacali le richieste di cassa integrazione da parte delle imprese metalmeccaniche che, a oggi, coinvolgono oltre 200.000 lavoratori. Tutte le province sono coinvolte in misura importante rispetto al totale degli addetti. 

“Siamo impegnati a incalzare le imprese affinché anticipino il trattamento economico di cassa integrazione per garantire continuità di reddito alle persone. Ecco perché i politici che speculano sul ruolo del sindacato, in realtà, fanno un danno ai lavoratori e all’economia – afferma Andrea Donegà, segretario generale Fim Cisl Lombardia - Con questi numeri, se consideriamo che il tasso di assenza per malattie si è ovviamente alzato, che molte aziende hanno programmato ferie e che tanti lavoratori sono in smart working, possiamo dire che la direzione intrapresa è quella che Cgil, Cisl e Uil in Lombardia hanno sostenuto già da tempo: fermare le attività produttive non essenziali per limitare al massimo gli spostamenti delle persone e, quindi, le occasioni di contagio, mettendo in sicurezza il nostro sistema sanitario e impegnandoci a difendere la vita e la salute delle persone prima di qualsiasi altro interesse”.
“Governare questo blocco  - aggiunge - ci deve servire anche per immaginare e gestire la ripresa per la quale servirà un grande impegno di tutti  e straordinarie  misure di sostegno al reddito per le persone e alla liquidità delle imprese per contrastare il calo di domanda che si sta generando e favorire la ripartenza. Nel frattempo – conclude Donegà – continueremo a presidiare tutti i luoghi di lavoro per fare applicare il protocollo firmato da Cgil, Cisl, Uil, parti datoriali, con la regia del Governo, per garantire il rispetto della salute e della sicurezza di tutti quei lavoratori che dovranno andare in azienda”.
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