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Scritto Lunedì 30 marzo 2020 alle 09:12

Ecco i contributi paese per paese per i 'buoni alimentari' e il valore del fondo di solidarietà che verrà anticipato a maggio

In considerazione dell'emergenza economica, che corre parallela a quella sanitaria legata al Covid-19, il Governo ha deciso di anticipare il trasferimento ai Comuni di 4,3 miliardi altrimenti attesi tra qualche settimana dal Fondo di solidarietà comunale (FSC). A comunicarlo è stato nella conferenza stampa di sabato sera, il premier Giuseppe Conte, specificando di aver firmato un apposito decreto (dpcm) che dispone la somma sopra citata a valere sul fondo di solidarietà dei Comuni. Si tratta - come ha precisato il presidente del Consiglio - di un anticipo del 66% che entro maggio sarà girato ai Comuni. ''Lo facciamo prima rispetto alla scadenza che era prevista'' ha spiegato Conte alla stampa e ai cittadini da Palazzo Chigi.

Nel calcolo delle cifre da erogare a ciascun ente, si tiene conto del Fondo di solidarietà comunale (comprensivo della quota data dai gettiti Imu e Tasi), ovvero quanto lo Stato restituisce, sotto forma di diverse voci, ad ogni comune e che rappresenta l'entrata più consistente; ad esso vanno poi sottratti - per giungere alla somma finale - i contributi già previsti e da assegnare ai comuni con meno di 5mila abitanti (soltanto per chi ha una dotazione FSC negativa) e la quota di accantonamento stabilita dalla finanziaria.
Per quanto riguarda il lecchese, per piccoli molti comuni - soprattutto del lago e della Valsassina, dunque a vocazione turistica - la cifra sarà pari a zero, poichè ritenuti debitori agli occhi dello Stato, a causa dell'elevato gettito IMU dato dalle seconde case. E' il caso, solo per fare alcuni esempi, di Abbadia, Bellano, Barzio, Moggio, Casargo, Colico, Dervio, Esino, Lierna e Varenna.
Diversa la situazione per altri, che beneficeranno di somme (chiaramente dovute) ben più consistenti, sulla base di quelli che sono i criteri di ripartizione del fondo, già determinati a inizio anno e approvati da ANCI. Oltre 3milioni la cifra assegnata al comune di Lecco, 1.4 milioni a Casatenovo e quasi un milione e mezzo di euro a Merate. Ammonta invece a oltre 27milioni di euro il totale degli stanziamenti previsti per gli 86 comuni della nostra provincia.

Di seguito la tabella con le cifre per il 2020 previste per ciascun comune:

Clicca sopra la tabella per ingrandire

Ecco invece il riparto della quota parte dei 400.000 milioni resi disponibili per i "buoni spesa" spettante ai comuni della provincia di Lecco. Come si legge nel testo del provvedimento a firma del capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, la somma per ogni municipalità è stata calcolata secondo due criteri:

- l'80% delle risorse a disposizione - pari a 320 milioni - è stato ripartatito in proporzione alla popolazione residente
- il 20% - i restanti 80 milioni - è stato ripartito in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderato per la rispettiva popolazione

I Comuni, è specificato nell'atto, possono destinare alle misure urgenti di solidarietà alimentare oggetto del provvedimento anche eventuali ulteriori donazioni che riceveranno, per incrementare la cifra a disposizione.
Portranno inoltre scegliere se emettere buoni spesa utilizzabili per l'acquisto di generi alimentari presso gli esercizi del territorio oppure se acquistare e ridistribuire come Ente cibo e prodotti di prima necessità per i bisognosi. Per tale gestione l'amministrazione potrà avvalersi di partner operativi, individuati anche tra enti e volontari del terzo settore.
La platea dei beneficiari dell'aiuto dovrà essere individuata dal Comune, attraverso i servizi sociali.
Nulla è detto nell'ordinanza circa il valore dei singoli buoni/aiuti.

Di seguito la tabella con le cifre dei buoni spesa per ciascun comune:

Clicca sopra la tabella per ingrandire

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