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Scritto Giovedì 23 aprile 2020 alle 18:39

La lega e l'unico elenco prima di levarsi di torno

Cara Leccoonline

Leggere la difesa d’ufficio da parte dei vari livelli politici, amministrativi folkloristici della Lega, dal segretario Parolari giù giù fino alla senatrice Faggi sulle mancanze della Regione Lombardia per la gestione del Coronavirus è di uno scoramento e prolasso di gonadi così imbarazzante che fossi in loro, ma per fortuna non lo sono, mi metterei in quarantena da qualsivoglia posto pubblico e relazione con i cittadini.

L’asocialità come forma di tutela propria e degli altri.

In un elenco abbastanza ridicolo di attribuire le colpe agli altri e i meriti alla Regione e a loro, tra l’infantile e il furbastro non solo non fanno accenno alcuno al fatto che:
- le mascherine hanno provato inizialmente a comprarle da ditte chiuse da anni, che hanno sbagliato l’ordine,
- l’Ospedale in Fiera è stato usato come la clava della propaganda continuando a cambiare numeri di capienza di posti letto per qualche spot elettorale,
- hanno comprato pagine di giornale per distrarre sui numeri dei morti ma non per denunciare la non chiusura della Zona Rossa; forse perché addirittura lo stesso assessore regionale, dopo diversi dinieghi, ha dovuto riconoscere che poteva benissimo farlo anche la stessa Regione . “Ho approfondito ed effettivamente la legge c’è”.

Ma in un elenco talmente imbarazzante che nella foga di difendere la Regione Lombardia sulla non gestione del Pio Albergo Trivulzio i nostri folkloristici politici leghisiti citano come responsabile l’ATS Milano che (però) ha come Direttore Generale e della Direzione strategica tal Walter Bergamini, in quota Lega, ops!!

Fosse solo un problema di mascherine e strumenti dove peraltro malgrado i 18 miliardi di euro che la Regione ha a Bilancio per la sanità, all’anno, qui a Lecco si è dovuto farli comprare con la raccolta fondi di privati cittadini che han donato oltre 4,5 milioni di euro.

Ma chissà perché, così tra il meschino e il ridicolo di questo elenco frignante di autoassoluzione, che non ci crede comunque nessuno, si sono guardacaso dimenticati di mettere la tutela del personale sanitario che per co-responsabilità di ASST e Regione Lombardia ha lavorato senza adeguate protezioni, con carenti dispositivi individuali di protezione, che ancora oggi non è monitorato con i tamponi per stabilire un’eventuale contagio e positività malgrado, solo a Lecco si sono 400, tra medici e infermieri, già infettati. E nell’intera Lombardia addirittura dei morti tra di loro.

L’unico elenco che questi leghisti devono fare è quello delle cose che devono farsi recapitare a casa quando, troppo tardi, si leveranno di torno dai ruoli pubblici e di responsabilità che oggi occupano senza capacità e serietà
Paolo Trezzi
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