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Scritto Martedì 28 aprile 2020 alle 15:58

Non di solo pane vive l'uomo

Antonio Conrater
"Non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola che procede dal Signore".
Così rispose Gesù al Diavolo tentatore che gli proponeva di trasformare le pietre in pane al termine del suo lunga "quarantena" di digiuno nel deserto.
Anche noi abbiamo fatto una lunga "quarantena" chiusi in casa e se il Diavolo dovesse venirmi a tentare come fece con Gesù mi proporrebbe senz'altro di andare a mangiare una pizza con la famiglia qui vicino come ai bei tempi in cui eravamo "liberi".
E io accetterei perché in effetti in questo periodo la parola di Dio non ci è mancata grazie a don Alfredo (attivissimo parroco di Cernusco) al Papa e all'Arcivescovo di Milano ma ci è mancato, questo sì fortemente, il calore e la prossimità di chi condivide con noi la nostra fede.
"In verità, in verità vi dico" - diceva Gesù ai suoi apostoli - " se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro".
San Carlo, il grande riferimento della chiesa ambrosiana, a queste cose ci credeva e con fede incrollabile.
Quando a Milano arrivò l'epidemia di peste (non quella del Manzoni ma quella che a Milano arrivò una cinquantina d'anni prima) organizzò a Milano 3 memorabili processioni : andò scalzo per le vie di Milano proprio per chiedere al Padre la fine dell'epidemia.
E poi si prodigò giorno dopo giorno per dare agli ammalati ( che erano tantissimi e con una mortalità enormemente più elevata di quella del nostro attuale virus) tutti i possibili conforti religiosi .
Scrive il Bascapè nella sua "Vita di San Carlo" che il Santo "si accorgeva che le autorità, mentre erano tanto sollecite dei rimedi umani, non si davano premura di cercare, come di dovere, quei soccorsi divini, sui quali soprattutto deve far affidamento la speranza dei cristiani ".
Quando i magistrati ordinarono la "quarantena generale" ( che altro non era che il nostro "distanziamento sociale" attuale ) San Carlo si preoccupò subito della Messa e dell'Eucrestia e qui riprendo ancora la descrizione del Bascape'.
"In varie piazze della città, che erano le più adatte e le più visibili, così che il maggior numero possibile di persone potesse assistere dalle porte o dalle finestre, fece innalzare degli altari decorosi e convenienti alla celebrazione della Messa. Deputò, quindi, alcuni sacerdoti che ogni giorno vi celebrassero il Divino Sacrificio e fece in modo che potessero distribuire la S.S. Eucaristia, avendo fatto predisporre delle panche davanti alle porte delle case ".
E allora con queste tradizioni di fede ambrosiana , come possono accettare i Vescovi italiani che il Governo preveda nella Fase 2 di questa nuova epidemia milanese, che si possa visitare un museo ma non si possa partecipare a un cerimonia religiosa ?
A me poi sembra del tutto inaccettabile che per aprire un'azienda basti l'OK di un Prefetto mentre per partecipare a una Messa occorra l'OK del Governo Nazionale.
Perchè se è così, e se queste decisioni sono state prese all'insaputa del Parlamento, allora è veramente in pericolo la libertà di culto e forse dobbiamo anche preoccuparci di qualche altra libertà.
Antonio Conrater
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