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Scritto Sabato 02 maggio 2020 alle 14:40

Lecco, fase 2: 'non sarà un liberi tutti'. Brivio rimarca il concetto e spiega perchè i sentieri resteranno chiusi



Ci è già stato detto ma Virginio Brivio, sindaco di Lecco, ha tenuto a ribadirlo con un video-messaggio rivolto a tutti i concittadini: il 4 maggio non sarà un "liberi tutti". L'ingresso nella fase 2 della gestione dell'emergenza coronavirus porta con sé, come ormai è noto, delle concessioni ma anche il mantenimento in essere di alcune limitazioni a tutela della salute e dell'incolumità di tutti. Covid-19 non è scomparso. E permane il rischio di contagio anche se fortunatamente in città il numero soggetti di positivi - arrivato a quota 350 circa - da giorni cresce sì ma molto molto lentamente. 600 all'incirca i lecchesi complessivamente posti ufficialmente in quarantena dall'autorità sanitaria dall'inizio dell'epidemia e una cinquantina i decessi "certificati". Numeri forniti dal sindaco per appellarsi alla responsabilità dei cittadini, affinché da lunedì non venga abbassata la guardia, pur concedendo a migliaia di persone di compiere spostamenti non strettamente legati a esigenze lavorative o a necessità.
In tale quadro, ricordando le novità introdotte - clicca qui per leggere l'articolo completo - Brivio ha voluto soffermarsi su due proroghe di chiusura, contenute nell'ordinanza comunale che ha fatto seguito all'ultimo DPCM, "contestate" da più parti negli ultimi giorni: quella relativa alla ciclabile Caviate-Pradello e quella relativa ai sentieri. Al riguardo della prima ha spiegato che il sedime ridotto, non consentirebbe di garantire il previsto distanziamento, stante l'importante utilizzo che nelle belle giornate si fa di tale tratto di pista. La mancata riapertura è così stata concordata con il sindaco di Abbadia, nell'interesse di tutti.
Ed in nome della sicurezza restano inaccessibili anche i camminamenti montani, in mancanza, a detta del borgomastro, di indicazioni precise dall'alto. "Non sappiamo ancora se possiamo vincolare la riapertura solo ai cittadini lecchesi: riaprire senza questa certezza, voleva dire gestire un flusso significativo di persone" ha sostenuto, facendo esplicito riferimento al potere attrattivo che i monti lecchesi hanno per Brianzoli e milanesi. Discorso analogo per le ferrate e le falesie.
"Abbiamo poi bisogno di fare manutenzione straordinaria, dopo due mesi di chiusura per ragioni di sicurezza" ha aggiunto il sindaco, ricordando altresì come si stiano concludendo anche gli interventi che hanno interessato la funivia per Erna, infrastruttura ritenuta importante "anche in funzione di aiuto in caso di bisogno".
La riapertura dei sentieri, dunque, a detta di Brivio dovrà avvenire previo coordinamento con il Soccorso Alpino, i gestori dei rifugi e le associazioni "del settore", "perchè ci sia attenzione. In montagna non vanno solo gli esperti" ma sottolineato il primo cittadino, facendo leva di nuovo sulla necessità di garantire sicurezza, non intesa (solo) come evitare il pericolo di trasmissione del covid, con il rischio chiaramente poco significativo all'aria aperta, camminando mantenendo le prescritte distanza.
"Confido che gli amanti della montagna capiranno: 15 giorni di sacrificio in più per quanto abbiamo detto valgono la pena, per una riapertura in sicurezza e dentro un quadro di riferimento più preciso".
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