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Scritto Martedì 19 maggio 2020 alle 15:10

Galbiate: nella Basilica di Novara l'addio al card.Corti, rimasto per tutti don Renato

E’ stato celebrato questa mattina, martedì 19 maggio, all’interno di un duomo di Novara, ad accesso contingentato, il funerale del cardinale Renato Corti, vescovo emerito della città, originario di Galbiate.

Primo a sinistra, al leggio, il card. Renato Corti durante una funzione presieduta a Galbiate

La cerimonia si è svolta alla presenza di sole 180 persone, presieduta dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini che ha ricordato l’importante ruolo di “don Renato”, come erano soliti chiamarlo i seminaristi, per la diocesi e per l’intero clero italiano: “Ha formato tanti sacerdoti, guidandoli e ascoltandoli, invitandoli a farsi portatori di un sentimento di disponibilità e vicinanza al prossimo”.

Immagini delle esequie del Cardinale, estratte dalla diretta curata da www.youtube.com/user/passionovara/live

A ricordare la figura di Corti, entrato in seminario a soli 11 anni e ordinato sacerdote nel 1959 dall'arcivescovo Giovanni Montini, futuro Papa Paolo VI, sono stati – nel corso dell’omelia - il suo segretario personale don Gianluigi Cerutti e il prevosto di Borgomanero don Piero Cerutti.
“Per tutti il cardinale era semplicemente don Renato, un uomo caratterizzato da una modestia e da una semplicità che erano evidenti addirittura dalla sua grafia”, ha esordito don Gianluigi. “La sua era una figura esile, ascetica e anche signorile, suscitava rispetto, all’inizio un po’ di soggezione e poi addirittura tenerezza, perché era avvolto in un velo di tenerezza impreziosito dal ricamo della gentilezza e della delicatezza d’animo. Gli sono stato accanto per vent’anni e non si contano le lettere che ci siamo scambiati. Era un artista della parola sempre misurata, maestro dell’ascolto intenso, mi faceva comprendere il significato del suo modo episcopale e parlava anche con un silenzio che rilevava la sua riflessione, l’acuta sofferenza e il disagio interiore. Così come espressivo era il movimento delle mani, come quello di un pianista. Comunicava con lo sguardo, che gli ho visto brillare quando parlava del Signore, della Chiesa, della sua missione apostolica, di qualche santo, delle persone semplici e dei poveri. Era un vero testimone della spiritualità reale, che risulta contagiosa e spinge alla missione, e si è consumato come una candela che ora arde nella Pasqua di Cristo”.

Don Piero ha invece voluto ripercorrere i due decenni da vescovo del cardinale Corti, a partire da quel 3 marzo del 1991, quando fece il suo ingresso a Novara, “per annunciare il Vangelo”: “Sei stato al centro della nostra famiglia diocesana. Ora sei tornato alla casa del Padre e noi ti accompagniamo con un grazie genuino come il tuo amore e la tua dedizione alla missione”.

Hanno preso parte alle esequie con il vescovo di Novara e l’arcivescovo di Milano Mario Delpini, anche il vescovo di Acqui Luigi Testore, quello di Biella Roberto Farinella, il vescovo emerito della diocesi brasiliana di Janaúba dom Guerrino Brusati (originario della diocesi gaudenziana), il vescovo emerito di Saluzzo Giuseppe Guerrini, il vescovo emerito di Cuneo-Fossano Giuseppe Cavallotto e il vicario generale di Novara monsignor Fausto Cossalter.
Insieme a loro e alle autorità locali anche diversi sacerdoti diocesani che hanno voluto rendere omaggio a colui che è stato “maestro spirituale” per molti.
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M.C.
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