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Scritto Mercoledì 20 maggio 2020 alle 10:48

La comunità di Calolzio piange l'ex Arciprete don Leone Maestroni, in paese per 20 anni: i ricordi di un 'uomo buono, gentile e saggio'

Un uomo buono, gentile e saggio, che ha legato la sua esistenza a Dio fino all’ultimo. È stato ricordato così don Leone Maestroni, amato Arciprete della Parrocchia di San Martino Vescovo di Calolziocorte scomparso nella notte in ospedale all'età di 75 anni. Nato a Ponte San Pietro nel 1944, il sacerdote è rimasto alla guida della comunità "del centro" per ben tre lustri, dal 2000 al 2015, passando poi il testimone a don Giancarlo Scarpellini ma scegliendo comunque di restare in paese, vicino ai suoi parrocchiani, come cappellano della Casa di Riposo Madonna della Fiducia.


Don Leone Maestroni

"Ha voluto legare la sua vita a Calolzio, rimanendo accanto ai "suoi" anziani fino all'ultimo" ha confermato il direttore della RSA dr. Ivano Venturini, ancora "scosso" dalla notizia della sua scomparsa. "Negli anni trascorsi qui da noi ha sempre dimostrato grande attenzione e vicinanza ai nostri ospiti, non ha mai fatto mancare la sua presenza: ha lasciato sicuramente un grande vuoto, non lo dimenticheremo".
Ordinato sacerdote nel 1970, don Leone Maestroni aveva assunto come primo incarico ministeriale quello di vicario a Cividate al Piano, per poi spostarsi nel 1981 a Romano e, sette anni dopo, a Costa di Mezzate: nel 2000 l'approdo come arciprete a Calolzio, nella comunità che è appunto rimasta la sua casa per due decenni, fino ad oggi.


Don Matteo Bartoli con l'ex Arciprete nel 2015

A condividere con lui un cammino lungo sette anni don Matteo Bartoli, coadiutore a Calolzio dal 2008 fino allo scorso settembre. "Per me don Leone è stato quasi un papà" ha commentato il giovane prete, ora in città alta a Bergamo. "Si può dire che sia stato lui a "svezzarmi", a farmi crescere come sacerdote in quello che è stato il mio primo incarico: con fiducia mi ha sempre dato grande libertà di azione, sia in Parrocchia che in oratorio, con i volontari e i ragazzi, senza farmi mai mancare il suo sostegno. A volte eravamo su posizioni diverse, ma era sempre un piacere parlare con lui che, nonostante l'apparenza burbera, era un uomo buono e gentile. La notizia della sua scomparsa mi ha rattristato molto, mi mancherà".


Don Leone con don Giancarlo Scarpellini nel giorno dell'ingresso ufficiale di quest'ultimo in paese

"Quando nel 2008 sono arrivato a Carenno, che allora non aveva un parroco, ho subito trovato in lui un importante punto di riferimento" ha ricordato, ancora, don Angelo Riva, anch'egli molto commosso. "Di lui porterò sempre nel cuore tre cose: la fede, la cultura e la saggezza. Non faceva mai sfoggio della sua sapienza, che al contrario sapeva utilizzare per offrire consigli giusti al momento giusto: con pochi gesti e parole era in grado di orientare il cammino, come ho avuto modo di sperimentare personalmente quando ho avuto bisogno di lui nel mio primo periodo di permanenza in Valle San Martino; don Leone è sempre stato presente e disponibile per me, dissipando tanti timori e preoccupazioni. Soltanto domenica scorsa, tre giorni fa, ho ricevuto un suo messaggio: tramite i giornali aveva saputo dei miei lutti, del mio dolore, e aveva voluto dimostrarmi la sua vicinanza, invitandomi ad avere coraggio. Ancora una volta ho provato grande e sincera gratitudine nei suoi confronti: le sue parole mi hanno davvero confortato, e quando ho appreso del suo ricovero in ospedale ho pregato tanto per lui, che ha vissuto fino alla fine nel segno di Dio e dei suoi insegnamenti".
Un pensiero, quest'ultimo, condiviso anche dal sindaco di Calolzio Marco Ghezzi. "Ho avuto modo di conoscere don Leone più nelle ultime settimane, in RSA, che durante il suo lungo servizio in Parrocchia" ha commentato il primo cittadino. "Ho notato subito la sua tranquillità, la sua gentilezza, sempre presenti in lui nonostante le difficoltà che stava attraversando: ha mantenuto il suo ruolo di sacerdote fino all'ultimo, con grande forza e umiltà".
I funerali di don Leone Maestroni si terranno sabato 23 maggio alle 10.00 nella Chiesa Arcipresbiterale di Calolzio.
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B.P.
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