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Scritto Venerdì 22 maggio 2020 alle 12:48

Le richieste di cassa integrazione aumentano del 6147% nel Lecchese, la UIL lariana: 'tsunami economico sociale in atto'

Uno scenario ai limiti del surreale, se osservato dal punto di vista dell'aumento delle richieste di cassa integrazione avanzate dalle aziende nell'ultimo periodo. Che gli effetti del coronavirus si siano abbattuti pesantemente sulla tenuta economica non è più un mistero, e ciò è evidente anche nel quarto rapporto prodotto dalla UIL del Lario con le rilevazioni delle richieste di cassa integrazione avanzate tra Lecco e Como. Situazione a dir poco disastrosa nel primo caso, per il mese di aprile: le richieste sono il 6.147% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un dato preoccupante se confrontato con quello di Como (+1.700%) e italiano (+2.953%), ma in linea con quello lombardo (+6.829%). ''Il 4° rapporto - spiega la UIL del Lario - rileva lo Tsunami economico e sociale in atto, derivante dall’emergenza sanitaria da COVID 19, in quanto i dati forniti dall’INPS sulla richiesta da parte delle aziende degli ammortizzatori sociali nel primo quadrimestre di quest’anno, anche se carente del dato riguardante il FIS (fondo integrazione salariale), rilevano la difficile situazione economica nelle nostre Province, soprattutto, se si confrontano i dati con lo stesso periodo del 2019, ed in particolare ‘l’esplosione della richiesta di ore si rileva nel mese di aprile con il lockdown completo delle attività produttive''.  Situazione drammatica anche se si considera il primo quadrimestre dell'anno: +2.192% di richieste nel lecchese, +617 in provincia di Como. Nel solo mese di aprile i lavoratori in cassa integrazione totale sono stati 50.101 a Lecco, 69.767 a Como, 1.068.815 in Lombardia e 4.118.840 in Italia. Il settore maggiormente colpito nel Lecchese risulta essere quello del commercio: se nel primo quadrimestre dello scorso anno le ore di cassa integrazione risultavano pari a zero, quest'anno sono state 95.071. ''Il dato - spiegano però dalla segreteria di CST Uil del Lario - è influenzato dalle carenze delle ore del FIS (fondo integrazione salariale)''. Sempre per quanto riguarda i settori, quello dell'industria, a Lecco, vede incrementare la cassa integrazione del 2.175%, mentre l'edilizia del +2.076% e il tessile del +1.045. ''La situazione che si evidenzia dal 4° rapporto UIL del Lario è allarmante dal punto di vista economico e sociale - commenta Salvatore Monteduro, segretario generale CST Uil del Lario - Ci sono a rischio numerosi posti di lavoro, che oggi possono godere degli ammortizzatori sociali, a tal proposito devono essere più celeri e meno burocratiche le procedure per la liquidazione dell’indennità ai lavoratori in cassa, bene l’intervento nel decreto legge Rilancio di semplificare l’iter per il riconoscimento dell’indennità di cassa in deroga ma non ancora sufficiente per una risposta risolutiva del problema complessivo, va rafforzato il personale INPS al quale compete la liquidazione degli ammortizzatori. Bene anche la proroga, prevista dal Governo nel decreto Legge Rilancio, al divieto ai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo da parte delle aziende. Tutto questo non è sufficiente a dare una risposta allo Tsunami che ci ha colpito, abbiamo bisogno di un piano ai vari livelli Nazionale, Regionale e Territoriale di investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, in servizi pubblici per rilanciare la domanda interna. Tutti le forze Istituzionali, sociali devono contribuire responsabilmente a mettere in campo idee e progetti per dare una risposta immediata alla drammatica situazione che stiamo vivendo''.

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A.S.
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