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Scritto Venerdì 22 maggio 2020 alle 17:24

L'ubriacatura molesta per la claque

Cara Leccoonline
Che il giovane Minuzzo di Forza Italia, scodellato senza esperienza da parentele e conoscenze dentro l’assise consigliare venga a dare lezioni a caso di sicurezza e degrado per giunta farlocche è davvero deprimente.
Che di concerto si aggreghi e aggrappi Zamperini e la destra in perenne bisogno di  becero e violento populismo, senza nemmeno l'attenuante dell'ubriacatura molesta, è conferma di farloccata e un'aggravante.
Una zuffa grave in centro con una persona in preda all'alcool, a spaccare tavolini e sedie in testa a un'altra, ripresa da ragazzini con il cellulare tra risate e zoomate, senza nemmeno l'attenuante dell'ubriacatura molesta collettiva, è diventata pretesto per chiedere, da parte loro , l'esercito a ogni via.
Non più cure, più servizi e assistenza sociale, più esercito e sbirri.
Capaci, senza nemmeno l'attenuante della loro ubriacatura molesta, di denunciare che il centro è abbandonato, che la sicurezza non esiste, ricordando per rafforzare la propaganda buona per chi abboccherà, che la persona ubriaca era stata più volte allontanata nella stessa giornata. Non accorgendosi che proprio questo è riprova che a Lecco c'è sicurezza ma non il coprifuoco, che Lecco non è il Bronx ma ha episodi, sgradevoli e gravi, ma isolati e quasi unici e, soprattutto, non preventivamente evitabili.
La parossistica claque a scopo elettorale dei tipi miracolati come loro in cerca di consenso elettorale fraudolento è così poco seria che della violenza penso tutto il male possibile ma sostituirla con il loro modello di sicurezza demagogica è come voler curare un ammalato a revolverate.
Sarebbe quindi educativo e salubre che ogni tanto perfino la campagna elettorale di gente come loro possa arrendersi, prendersi almeno una breve vacanza dalla propria onnipotenza, infilarsi gli indumenti pesanti della dignità e uscire fuori dalla propria bassezza, a respirare in silenzio il freddo siderale dell'ormai tempo dell'andare a vergognarsi
Paolo Trezzi
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