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Scritto Mercoledì 03 giugno 2020 alle 16:28

A casa e tra poco senza cassa: preoccupazione tra le addette alle mense scolastiche

Ferme da fine febbraio e senza certezze per il futuro, le operatrici delle mense scolastiche lombarde (erano infatti quasi tutte donne) hanno protestato venerdì 29 maggio sotto il palazzo della Regione Lombardia per chiedere interventi urgenti. Il loro è un settore che il coronavirus non ha messo in ginocchio, di più, e già era particolarmente precario anche prima della pandemia, come confermato da Barbara Cortinovis, segretario generale di Filcams Cgil Lecco.
''A differenza degli insegnanti, queste lavoratrici nel periodo estivo non hanno mai avuto diritto alla disoccupazione'' ha spiegato. ''Erano già quindi sprovviste di ammortizzatori sociali al di fuori della periodicità scolastica, cosa che ha sempre fatto perdere loro anche tutta la parte contributiva per quei mesi. Le misure di cassa integrazione finiranno quindi con giugno e temiamo che non ci saranno ulteriori proroghe. Parliamo di lavoratrici già fragili e alcune di loro, superando di poco i 15mila euro di reddito, non riusciranno ad avere nemmeno il diritto a sostegni previdenziali''.
Da tempo, aggiunge Cortinovis, i sindacati chiedono per questa categoria che venga risolto il problema del riconoscimento di un contributo per il periodo estivo.
Con il Covid la situazione è solo peggiorata, ma una speranza è racchiusa nella possibilità di tornare a lavorare da metà giugno nei centri estivi comunali che probabilmente offriranno un servizio mensa attraverso le aziende a cui hanno affidato l’appalto delle refezioni scolastiche. Di contro il timore è che passi la linea dell'eliminazione del pranzo organizzato alla ripresa della scuola, così come trapelato in alcune proposte all'attenzione del Ministro dell'Istruzione e della sua task force chiamata a organizzare il ritorno tra i banchi degli studenti.
''Alcune delegate nelle strutture scolastiche di Lecco e Calolziocorte mi hanno già chiamato e stanno vivendo questo periodo con molta preoccupazione'' ha concluso la segretaria lecchese di Filcams Cgil. ''La loro situazione è però attenzionata da noi anche a livello nazionale''.     
A.S.
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