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Scritto Domenica 07 giugno 2020 alle 12:10

A Lecco 20 anni fa il concorso gastronomico ''Gino Tomasoni''

"La gastronomia promuove turismo e cultura. Giusto, quindi, che anche Lecco e la sua nuova provincia si impegnino a valorizzare la cucina, le qualità del territorio, cercando sempre raffinatezze e leccornie". Così scriveva un quotidiano venti anni or sono, nell'estate 2000, informando che erano aperte le adesioni al concorso gastronomico "Gino Tomasoni", promosso dall'Associazione Cuochi di Lecco, presieduta da Ferruccio Castelli, di Varenna.

Alcuni momenti delle serate delle premiazioni

La gara si svolse nell'autunno seguente e fu una passerella tra ristoranti, "locande" di nuova ed antica data, dove c'era un tema obbligato, ovvero quello di un piatto a base di formaggio del territorio lecchese o alto lombardo. La rassegna avveniva nello stesso anno di un concorso nazionale dedicato ad un noto giornalista anche gastronomo, il famoso Gianni Brera, che ebbe caro il territorio lecchese soggiornando sui laghetti brianzoli fra Bosisio Parini e Garbagnate.
Il trofeo alla memoria di Gino Tomasoni intendeva ricordare il cuoco provetto, nato a Quinzano d'Oglio nel 1912 e deceduto nel 1994. Aveva iniziato l'attività professionale a 14 anni. Era stato presidente dei cuochi comaschi per vent'anni, dal 1973 al 1993. Nel suo curriculum di riconoscimenti c'erano l'insegna del Collegio Cocorum, il diploma della Padellina d'Oro, la medaglia d'oro del gemellaggio gastronomico Lombardia-Marche, il Nastro Verde d'Europa ed altro ancora. L'associazione cuochi di Lecco nominò presidente on

orario la consorte Jole Colombo vedova Tomasoni, residente a Malgrate, presente a quasi tutte le serate del concorso.
E' un'iniziativa, vent'anni dopo, che deve essere rievocata, perché potrebbe suggerire un'altra edizione di tale rassegna, portata a riscoprire e a rilanciare la cucina lecchese, lariana e tradizionale, dopo i recenti e gravissimi problemi lasciati dall'ondata dell'epidemia coronavirus. Insomma un salto nel tempo dove la gastronomia si associa alla storia, alla tradizione, alla memoria, per indicare nuove mete attuali e future.
Il concorso del 2000 vide un'apposita giuria formata da esperti, tra i quali il delegato dell'associazione Padellina d'oro per il territorio lecchese, il comm. Giuseppe Crippa, per anni presidente dell'Unione Commercianti. Al termine del concorso gastronomico, effettuate le varie tappe nelle sedi dei locali partecipanti, dal Lario all'Adda, dalla Valsassina alla Brianza, la giuria proclamò due vincitori ex equo: il ristorante Toscano di Paderno ed il ristorante Due Cerchi in quartiere Laorca, sopra Lecco.

L’intervento del presidente della Provincia di Lecco, Mario Anghileri

L’intervento del sindaco di Imbersago, Filippo Panzeri

La premiazione avvenne in una serata di gala al ristorante Lido di Imbersago, sulla sponda lecchese dell'Adda, con 250 commensali, con l'intervento di delegazioni di cuochi di varie città della Lombardia, da Como a Pavia. Erano presenti il presidente dell'amministrazione provinciale Mario Anghileri, il sindaco di Lecco, Lorenzo Bodega, il presidente dell'azienda turistica, Alberto Sorrentino, ed altre autorità. Gli onori di casa erano affidati al sindaco di Imbersago, Filippo Panzeri, che era stato anche vice sindaco di Lecco. La premiazione venne effettuata principalmente dal presidente dei cuochi Ferruccio Castelli e dalla presidente onoraria Jole Colombo Tomasoni, con i vice presidenti Felice Fumularo e Paolo Achler. Il guidoncino dell'Associazione Cuochi venne consegnato al lecchese Filippo Di Lelio, per il contributo fornito all'organizzazione del concorso. La chef Marialda Brambilla distribuì un omaggio ricordo alle signore presenti. C'è da sottolineare, per dovere di cronaca i piatti vincitori: per il Toscano di Paderno d'Adda, con Alberto Albani, c'erano mezzelune di taleggio alla crema di latte al tartufo; per Claudio Rota, del Due Cerchi di Lecco, agnolotti in salsa caprini con ragù di finferli.
E' un concorso da rilanciare?
A.B.
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