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Scritto Martedì 23 giugno 2020 alle 14:07

Il Parco Monte Barro dice no a Rover: niente spot nella chiesa incompiuta di San Michele

La Chiesa incompiuta di San Michele
I comuni del territorio fanno a gara per far da cornice a riprese cinematografiche o a spot pubblicitari sperando di avere poi un ritorno - in termini di attrattività e dunque a scopo turistico - da "comparsate" più o meno sostanziose. Ciò non vale per il Parco Monte Barro. Il Consiglio di gestione ha recentemente espresso parere negativo ad una richiesta avanzata dalla casa automobilistica Rover. L'azienda avrebbe voluto ambientare - mettendo mano al portafogli - una campagna pubblicitaria tra le mura della chiesa incompiuta di San Michele, uno degli indiscussi gioielli inclusi nei confini dell'area protetta. Ideato dal notaio galbiatese Francesco Spreafico, che con suo testamento del 1682 dispose la sua realizzazione secondo il progetto dell’architetto milanese Attilio Arrigoni, l'edificio a pianta ottagonale e a croce greca - la cui costruzione iniziò nel 1718 - non fu mai completato nelle finiture e negli arredi, nella pavimentazione e nei serramenti e pertanto non poté mai essere adibito alle funzioni di culto.
Il Presidente Paola Golfari, il suo vice Federico Bonifacio e Enrico Castelnuovo, Giuliana Angela Cavalli e Anna Mazzoleni, all'unisono, valutando l'istanza di Rover, hanno concordato di non concedere la richiesta autorizzazione - che avrebbe portato a determinare anche una somma dietro la cui corresponsione concedere l'uso del sito - "in quanto la proposta stride con le finalità del Parco in tema di sostenibilità ed inoltre non si reputa opportuno l'ingresso di automobili in uno spazio caratterizzato da sacralità e costruito in vista di essa, nonostante il fatto che la Chiesa non sia consacrata".
Tale linea di buon senso e di rispetto della mission stessa dell'Ente, sarà mantenuta anche in futuro dal Consiglio in carica, come concordato tra i suoi 5 membri.
Sfuma dunque l'opportunità per San Michele di far da "altare" ad un nuovo modello di Rover ma si rafforza invece la sua identità di luogo simbolo, da tutelare.
A.M.
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