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Scritto Giovedì 25 giugno 2020 alle 08:30

Nel giugno 1925 le riunioni per la nuova croce che ora svetta sul Resegone da 95 anni

    I primi incontri organizzativi circa un progetto di un’altra croce più grande sulla vetta del Resegone, nella ricorrenza dell’Anno Santo 1925, avvennero presso il collegio arcivescovile “Alessandro Volta” di Lecco. Le prime riunioni tecniche promosse dall’Opera Cardinale Ferrari di Milano videro presenti cinque ingegneri ed i rappresentanti delle società escursionistiche CAI e SEL. Venne deciso di realizzare una croce in ferro alta dieci metri: il 5 giugno 1925 un gruppo di muratori e di fabbri si accampava al rifugio Diana (l’attuale rifugio Azzoni) per iniziare i lavori, sotto la direzione del capomastro Maiocchi e dell’ingegner Terruggia. E’ stato necessario realizzare una massicciata con 12 quintali di cemento per fissare sulla roccia il solido basamento per il manufatto.

Il collegio Volta nel 1925

    La centrale direzionale della complessa operazione “nuova croce sul Resegone” rimase operativa al Volta in stretto collegamento con l’Opera Cardinale Ferrari e con le colonne di muli in movimento da Morterone verso la vetta per portare il materiale necessario alla costruzione.
    Uberto Pozzoli, nell’estate 1925, seguendo per il quotidiano Italia la realizzazione del progetto, scriveva “A Milano, la sera del 5 luglio, la croce e stata montata nel cortile dell’Opera Cardinale Ferrari. Per essa hanno lavorato, sotto la guida del prof. Bernotti e su disegno del prof. Fratino, i giovani della scuola di ferro battuto dell’Opera”. La settimana dopo la croce partiva dal capoluogo meneghino per il Resegone ed il 14 agosto i muratori accampati alla SEL rendevano noto ai lecchesi, con un grande falò serale, che l’opera era stata terminata e posizionata.

Panoramica della croce giubilare con il rifugio SEL

Era lo stesso Uberto Pozzoli, in una corrispondenza successiva, che informava “la piazzola sulla quale sorge la croce è stata ottenuta sbalzando due metri di vetta. La croce è alta dieci metri e poggia su un basamento in muratura foggiato ad altare; è composta da 16 cubi di 80 centimetri di lato ed è legata da 2000 bulloni. Il basamento poggia a sua volta su una massicciata di 12 quintali di cemento. La croce è decorata dai simboli della Passione e dai quattro medaglioni ricordando l’Anno Santo, il Papa Pio XI, il cardinale Ferrari ed il lecchese Antonio Stoppani.

La croce giubilare, collocata sulla vetta del Resegone, denominata Punta Cermenati

Il prefetto dell’Ambrosiana di Milano, mons. Giovanni Galbiati, ha predisposto l’iscrizione da porre sulla croce: “Nell’anno Santo 1925, centesimo della nascita di Antonio Stoppani, gloria di Lecco e della scienza, l’Opera cardinale Ferrari, per generoso concorso e cristiano invito di popolo, offrì ed eresse dominatrice dall’alte cime questa croce alle genti lombarde, simbolo benedicente in perpetuo”.

Il cardinale Eugenio Tosi, arcivescovo di Milano

    La croce venne inaugurata l’ultima domenica di agosto 1925; è stato un avvenimento di risonanza nazionale con la salita in vetta dell’arcivescovo di Milano cardinale Eugenio Tosi. L’avvenimento ebbe la pagina illustrata a colori, su disegno di Achille Beltrame, nella Domenica del Corriere, supplemento festivo del quotidiano Corriere della Sera. Le cronache riferiscono di un’eccezionale partecipazione popolare. Si può subito scrivere che il cardinale Tosi aveva raggiunto in serata la canonica di Morterone, dopo 12 chilometri di dura mulattiera da Ballabio, su una portantina con i giovani del paese che si davano turni di cambio intorno alle stanghe di frassino. La portantina venne usata anche per raggiungere la vetta, fra migliaia di escursionisti festanti. Il cardinale Tosi, dopo la cerimonia di benedizione rientrò a Morterone e lunedì mattina raggiunse Ballabio, e quindi Lecco, dove si fermò al collegio Volta, prima di ripartire per Milano. Nella breve visita il cardinale Tosi manifestò il suo vivo ringraziamento a tutti coloro che avevano operato nel quartiere generale dell’operazione “Croce giubilare sul monte Resegone”.

L’arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, nel 1981, sul Resegone con gli alpini di Belledo

    E’ stato nel settembre 1981, quindi 56 anni dopo, che un altro arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Maria Martini raggiunse la vetta del Resegone, per iniziativa del gruppo alpini di Belledo, grazie alla regia organizzativa dei compianti Eugenio Alborghetti e Luigi Corti. Chi sarà il terzo cardinale o arcivescovo di Milano a raggiungere la vetta del Resegone?
A.B.
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