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Scritto Venerdì 26 giugno 2020 alle 08:41

Lecco: Fiore, la pizzeria della legalità, si consolida e punta sui giovanissimi

Si cementa negli anni il successo di Fiore, la ex pizzeria Wall Street, confiscata alla famiglia Coco Trovato nel 1996 e poi riconsegnata alla comunità nel 2017 sotto la gestione di un’associazione temporanea di scopo guidata dalla cooperativa milanese Olinda, da Arci Lecco e dall’Auser.
“Fiore si è consolidata nel corso del tempo, diventando un punto di riferimento per gli inserimenti lavorativi e l’organizzazione di eventi culturali” ha detto l’assessore alla Cultura Simona Piazza, durante l’appuntamento annuale di restituzione dell’attività ai consiglieri comunali.

Alcuni membri della commissione

Fiore nel corso del 2019 ha riscosso buoni risultati e un buon successo in termini di presenze di clienti e di apprezzamento, oltre ad aver raggiunto il pareggio economico dell’attività anche se il ricavo netto lo scorso anno è leggermente sceso dai 457mila del 2018 a 419mila euro, leggera flessione dei anche del numero di clienti mensili: 1736 contro i 1986 dell’anno precedente. Questi ricavi permettono di contenere i costi dell’esercizio: l’incidenza delle materie prime è leggermente sotto il 30 per cento, mentre quella del personale rappresenta il 45 per cento del fatturato, un dato che evidenzia lo scopo di Olinda di creare opportunità lavorative.“La mission non è puntare al profitto, ma alla gestione efficace in grado di combinare un servizio competitivo con l’inclusione lavorativa e sociale di persone con disagio psichico” ha aggiunto Piazza.
Nel corso del 2019, da questo punto di vista, Fiore è arrivata a contare un organico di undici persone assunte, alcune part-time altre a tempo pieno, di cui sette con un background migratorio e nove di giovanissima età. Fino alla fine del 2019 sono stati svolti anche sei percorsi di inserimento lavorativo, che hanno portato all’assunzione di due persone svantaggiate e di altre due accolte in tirocinio. Nel corso dello scorso anno sono stati fatti anche degli investimenti come la realizzazione dell’illuminazione esterna e il rinnovo dei materiali di comunicazione, sono stati organizzati eventi culturali e sociali legati al tema dell’antimafia ed eventi in collaborazione con altri soggetti su temi diversi.

Parte dello staff in una foto tratta dal sito del ristorante

Anche Fiore quest’anno si è dovuta misurare con il lockdown: “Nel periodo in cui siamo stati chiusi abbiamo attivato per i lavoratori il FIS - la cassa integrazione delle cooperative - anticipando a tutti gli stipendi di marzo, aprile, maggio, e nel frattempo abbiamo lavorato tantissimo, progettando in vista delle riaperture” ha spiegato Thomas Emmenegger presidente di Olinda. E con la riapertura le cose sono tornate ad andare bene, “i clienti affezionati hanno avuto voglia di tornare da noi”. Da lunedì partirà anche un nuovo tirocinio, un ragazzo afghano inserito nel sistema di accoglienza lecchese che è talmente motivato a intraprendere questa esperienza che durante il periodo di solamente ha partecipato ad un corso a distanza per diventare pizzaiolo.
Soddisfatto della restituzione il Partito democratico: “Voglio sottolineare l’importanza del ruolo della pizzeria Fiore per la città da tanti punto di vista, non solo quello di essere un bene confiscato alla criminalità organizzata poi restituito alla collettività, ma anche un luogo di formazione e crescita di tanti ragazzi, per il fatto di avere un ruolo culturale e per il fatto che è un’attività imprenditoriale che funziona” ha detto il capogruppo Vittorio Gattari.
Un paio di sottolineature da parte di Alberto Negrini: “Ricordiamo che l’obiettivo è investire in inclusione e questo cozza con la volontà di creare un gruppo stabile di lavoro. Segnalo inoltre che la pizzeria è percepita come leggermente cara e il costo a volte può scoraggiare. Capisco che viene data una buona qualità di cibo ma questo non deve diventare elitario”.
Pronta la replica di Emmenegger: “La spesa media la sera a Fiore sono venti euro e se andate a cena in giro per la Lombardia è poco. È vero che alcuni percepiscono che Fiore sia cara, ma la scelta è quella di puntare sulla qualità delle materie prime, perché il mangiare ha a che fare con una relazione con il nostro pianeta. Se dietro una pizza che costa due euro in più c’è la qualità della materia prima e il rispetto del pianeta ha senso, perché quella pizza rappresenta qualcosa”.
M.V.
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