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Scritto Lunedì 29 giugno 2020 alle 09:00

Lecco: Festa del Lago e della Montagna in uno scenario più intimo, con la benedizione

È stata una festa del lago e della montagna di inaugurazione quella celebrata quest'anno, in un contesto decisamente particolare rispetto a quello degli ultimi anni. A differenza delle edizioni precedenti, dove i festeggiamenti del weekend appena conclusosi sancivano la fine del mese di Giugno - ricco, in tempi normali, di eventi -, quest'anno i due giorni sono stati all'insegna dell'apertura dell'estate. I fuochi d'artificio - che negli anni precedenti coloravano le rive del lago creando un panorama suggestivo - per questa edizione sono stati sostituiti da due proposte rivolte alla cittadinanza e non solo, accessibili gratuitamente a chiunque lo volesse.

Sono state una trentina le persone che, a partire da sabato, hanno visitato dietro prenotazione l'ormai tradizionale Osservatorio Alpinistico Lecchese fruibile dal 2016: "è stato molto interessante poter visitare questa mostra, una bella iniziativa su tematiche centrali per il territorio lecchese di cui facciamo parte" è stato il commento a caldo rilasciato da una coppia appena uscita dalla mostra, cui ha seguito un fruitore proveniente dal sud Italia affermando: "provengo da Salerno e sono qui in visita da mia figlia; la cosa che mi ha stupito di più è l'attaccamento dei lecchesi alla montagna e il sacrificio che hanno fatto e fanno tuttora per rimanere legati ad essa".

La guida Laura Fumagalli

Soddisfatta è apparsa anche Laura Fumagalli, la guida che ha preso per mano i visitatori in questi due giorni: "oggi abbiamo fatto il pienone, con 5 persone massime per ogni giro nel rispetto delle disposizioni". "C'è stato qualche visitatore lecchese che ha riconosciuto in foto un nonno che faceva parte dei Ragni e quindi particolarmente informato sul tema, ma anche una coppia di studenti latinoamericani o di turisti provenienti dal sud Italia che si aspettavano di trovare solo il lago" trovandosi, così, una piacevole scoperta.
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Non solo di montagna si è potuto "godere" in questi due giorni, ma anche dello stesso Lario. E quale modo migliore per apprezzarlo di fare un giro in battello? A partire dalle 10.30 di domenica è stato infatti possibile prenotarsi per uno dei dieci tour organizzati sul battello Cicogna che ha solcato le onde all'interno del bacino lecchese spingendosi fino alla sponda valmadrerese di Paré. "E' la seconda volta che facciamo il giro, siamo venuti anche lo scorso anno perché è proprio una bella iniziativa" ha affermato una famiglia proveniente da Monza Brianza e in procinto di salire sull'ultimo traghetto della giornata. Il battello Cicogna, infatti, ha percorso 10 giri a partire dalle 10.30 di ieri mattina, facendo apprezzare la bellezza lecchese a circa 450 persone su tutta la giornata. Soddisfatte anche due coppie di amici, l'una locale e l'altra proveniente dalla bergamasca che hanno elogiato l'iniziativa, valorizzante le rive e il lago di Lecco.

Don Davide affiancato da don Filippo

Come da tradizione, poi, la festa del lago si è conclusa con la messa - quest'anno officiata da Don Filippo Dotti presso la Basilica di San Nicolò - per l'occasione particolarmente gremita pur nel rispetto delle norme di distanziamento. La lettura scelta per ieri, incentrata sulla figura di Noè e le vicende legate al diluvio universale, è stata usata dal don per tessere una riflessione intorno alle potenzialità di un singolo che, all'interno della comunità, può fare la differenza ed essere d'esempio anche per gli altri: "ne basta uno per salvare tutti", facendo riferimento alla vicenda biblica ma anche ad un accadimento della vita di oratorio in cui "c'è una ragazza che non dice mai le parolacce, per scelta, e nonostante gli altri ragazzi le dicano in altri momenti, alla sua presenza evitano di farlo: vedete? Ne basta uno".

Al termine della funzione ha preso avvio una piccola processione con le autorità, tra cui il sindaco Virginio Brivio e i rappresentanti delle forze dell'ordine. Una volta giunti accanto all'Imbarcadero, il parroco don Davide Milani ha preso il largo su una delle Lucie presenti, per dirigersi alla statua di San Nicolò. Sottolineando come quelli di ieri siano stati festeggiamenti molto diversi rispetto a quelli della precedente edizione, il prevosto ha voluto soffermarsi sull'importanza di fare festa, di celebrare momenti come quello di ieri in cui una comunità si stringe, si unisce e vive insieme: "la festa di stasera si riassume intorno al momento religioso, al forte momento di festa che significa celebrare il senso della vita, celebrare il desiderio di continuare a trovare momenti e modi per stare pubblicamente insieme nel rispetto delle regole".

La volontà del monsignore, quindi, di dare voce al desiderio di comunità - represso negli ultimi mesi a causa del lockdown - si è appoggiata anche alla metafora del lago, "che abbraccia e per questo oggi vogliamo benedire il lego perché sia occasione di vita buona per chi viene e verrà per trovare ristoro e refrigerio".
A.A.
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