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Scritto Lunedì 29 giugno 2020 alle 15:58

Amarcord: a Folgaria 20 anni fa camminata per Pietro Scola

Sono trascorsi venti anni dall’ultimo fine settimana del mese di giugno 2000, quando i marciatori di Pian Sciresa vennero chiamati ad una fra le più impegnative e significative camminate della loro intensa attività, durata diversi decenni: era la marcia con la fiaccola della fratellanza, da Rovereto a Folgaria, sulla linea bellica del fronte 1915/1918, fra italiani ed austro-ungarici.


Piero Scola, con la maglia giallo rossa dei marciatori di Malgrate

La camminata era nel ricordo di Pietro Scola, sindaco di Malgrate, e di Giovanni Fumagalli, lecchese di via Como, attivo componente del Pian Sciresa, che avevano perso improvvisamente la vita in incidente stradale sull’autostrada fra Bergamo e Brescia, a Rovato, nel pomeriggio del 3 luglio 1983. Rientravano da Folgaria dopo aver partecipato alla marcia delle Nazioni. In loro memoria vi erano due giorni di marcia sugli altipiani trentini di Folgaria, Lavarono e Luserna, nella Camminata dei Forti, dove nel 1916 prese avvio la Strafexpedition, ovvero la potente offensiva voluta dagli austriaci per travolgere lo schieramento italiano e che nei primi giorni ebbe risultati pericolosi, portando reparti austro-ungarici sulle coline veneto-vicentine, con il rischio di aggiramento di alcune prime linee italiane.


La partenza da Rovereto

La comitiva di Pian Sciresa partì nella notte da Malgrate, con 32 partecipanti guidanti da Francesco Ferranti, regista della partecipazione. I marciatori raggiunsero Rovereto dove alle 18 del sabato prese avvio la fiaccola verso Folgaria, con turni di staffette a portare il “fuoco” muovendo dall’antica chiesa parrocchiale del rione San Marco.



Una sosta lungo il percorso

La camminata percorse come auspicio di pace un vasto territorio di riposanti panorami, di quieti boschi e prati, di silenziose mulattiere campestri, ma che oltre 80 anni prima avevano visto scontri tremendi e sanguinosi con migliaia di morti. I ruderi dei forti, i crateri lasciati dai colpi più pesanti di artiglieria, le strade militari trasformate in tracciati forestali, i cimiteri di guerra e le trincee scampate alla sepoltura dei tempi apparvero testimonianze mute della Grande Guerra 1915/1918. E’ stata una grande fiaccolata di pace sugli altipiani devastati da una sanguinosa guerra.



L’omaggio al campanone Maria Dolens di Rovereto

La partecipazione del Pian Sciresa alla camminata di Folgaria, Lavarone e Luserna portò anche l’eco della campana della Vittoria e della Pace, che tutte le sere, alle 19, fa scendere su Lecco e territorio, lenti ma profondi rintocchi dal campanile del santuario di via Visconti, con la cripta sacrario di 230 Caduti di tutte le guerre del Novecento. Sono rintocchi di pace, preghiera per i Caduti, monito per i vivi. La campana lecchese è “la sorella minore” della storica Maria Dolens di Rovereto, la più grande del mondo, con il suo peso di oltre 226 quintali, l’altezza ed il diametro che superano i tre metri.
Il sindaco di Malgrate Pietro Scola, che era insegnante capo gruppo della elementare “Silvio Pellico” di Malnago-Acquate, è ora ricordato con l’intitolazione al suo nome di una scuola primaria paritaria, in via Mazzucconi nel quartiere lecchese di Rancio. E’ il fratello maggiore del cardinale Angelo Scola, già patriarca di Venezia ed arcivescovo di Milano.
A.B.
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