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Scritto Lunedì 29 giugno 2020 alle 16:09

Olginate, l'Oratorio festeggia 130 anni con il Centro estivo e una lettera da Delpini: una lunga storia di servizio e amicizia

Cade in un giorno più che mai importante - quello della ripartenza con il Centro estivo "Summerlife", nel segno di una vicinanza tanto agognata dopo le lunghe settimane del lockdown - il 130° anniversario dell'Oratorio San Giuseppe di Olginate, nato il 29 giugno 1890 - nella ricorrenza festiva dei santi Pietro e Paolo - grazie al contributo della benefattrice Antonietta Sirtori Crippa che, dopo anni passati ad osservare i giovani del paese che la domenica si radunavano nella chiesetta di San Rocco, vide la necessità di realizzare una più ampia struttura per accogliere specialmente i maschi, "onde tenerli tutto il giorno lontani dai pericoli e per fargli passare cristianamente la festa anche con divertimenti sani", così come lasciò scritto (e come riportato nelle memorie del figlio Gianbattista Achille Sirtori curate da Giovanni Aldeghi e Gianluigi Riva).


Due scatti del primo Oratorio: il cortile dei giochi e il salone del cinema



In accordo con l'allora prevosto don Clemente Gianelli e con il coadiutore don Antonio Pifferi, fu così acquistato un vasto appezzamento di terreno nell'attuale via don Colombo, dove alle 14.00 in punto del 29 giugno 1890 - alla presenza di circa 150 ragazzi e della Banda Musicale - fu ufficialmente aperto il nuovo Oratorio, con un'allegra e festosa fiumana di gente a "invadere" i nuovi spazi, benedetti solo qualche mese dopo, il 5 ottobre, da Monsignor Paolo Ballerini, intervenuto a Olginate per celebrare la Cresima.


Il nuovo oratorio in via don Gnocchi appena terminato nel 1973. Sotto, un momento dell'inaugurazione
(Foto tratte dall'archivio parrocchiale, pubblicate negli anni su vari volumi)



1973: il Cardinale Colombo benedice il nuovo Oratorio maschile. Alla sua destra l'olginatese Mons. Carlo Colombo


L'Oratorio femminile nel 1979

Negli anni successivi si pensò poi a quello femminile, costruito grazie a un generoso contributo della signora Giuseppina Sirtori, nuora di Antonietta in quanto moglie (al tempo già rimasta vedova) del figlio Achille: per lo scopo fu utilizzata la vigna attigua all'Oratorio maschile, nonché una striscia del podere "Bolgherone" di proprietà del contadino Giuseppe Redaelli, ciò che consentì di realizzare anche la casa per ospitare le Suore - giunte in paese nel 1899 - che avrebbero poi gestito le scuole elementari private in quello che attualmente è il Municipio di Olginate. Le nuove costruzioni furono benedette per la prima volta il 28 maggio 1899, con una cerimonia inaugurale ancora più solenne di quella che aveva sancito il "battesimo" del primo Oratorio, proprio per via della presenza delle aule per l'insegnamento e di una nuova strada di accesso alla chiesetta "in comune" ad entrambe le strutture ricreative, che hanno mantenuto la divisione tra maschi e femmine fino al 1991, l'anno successivo al centenario.


Le prime squadre di calcio negli anni '80




A tal proposito, memorabili - e ancora nei ricordi di tantissimi olginatesi - le celebrazioni organizzate per il traguardo del "secolo", distribuite in tutti i dodici mesi con mostre fotografiche, serate in compagnia e grandi feste "colorate" dai cappellini rossi appositamente realizzati per la ricorrenza e spediti anche ai calciatori azzurri in campo per il Mondiale di Italia '90, che li hanno indossati anche per alcune interviste televisive.


Una sfilata di Carnevale con il carro dell'Oratorio



La fiaccolata del 1991 con don Antonio Bonacina, quinto da sinistra in piedi


La fiaccolata del 1994


I ragazzi dell'Oratorio alla GMG di Parigi nel 1997

Risale sempre a quel periodo la prima "bozza" di un logo per l'Oratorio - un cerchio di bambini che si prendono per mano - firmato da Graziella Colombo e poi rivisitato un decennio dopo da Andrea Secchi: l'idea di fondo del nuovo disegno, adattato graficamente da Gianluigi Fumagalli e tuttora utilizzato, è quella di una casa dove i più giovani trascorrono felici il tempo (rappresentato dall'orologio sul campanile) imparando a conoscere Gesù (la croce al vertice della chiesa).


I loghi dell'Oratorio San Giuseppe


1998, l'udienza da Papa Giovanni Paolo II


 Il Carnevale 2000


FestOratorio, primi anni 2000



Spostato negli anni Settanta sul vicino terreno di via don Gnocchi, con l'annesso campo da calcio che ha dato il via alla "stagione" sportiva aprendo la strada alla fondazione del GSO, nel corso della sua lunga storia il "San Giuseppe" ha cambiato più volte la sua veste, rimodernandosi e adattandosi alle esigenze dei tempi e delle tantissime persone che spesso ne hanno fatto una loro "seconda casa" - l'ultima volta solo un paio di anni fa, grazie ai lavori di riqualificazione e "restyling" fortemente voluti da don Eugenio Folcio - ma non per questo è venuto meno alla sua missione originaria, quella di rappresentare un luogo di accoglienza e formazione dei più giovani in un contesto rassicurante "dove si può correre, giocare, mangiare panini e pastasciutta, fare cerchi di gioia e radunarsi per pregare, spensierati e contenti".


La cappella in uno scatto degli anni '90


Un'altra fiaccolata sul finire degli anni '90

Ed è proprio così che lo ha definito l'Arcivescovo di Milano Mario Delpini, che quest'oggi ha inviato una lettera all'Oratorio di Olginate per unirsi al ricordo di una ricorrenza speciale, caduta in un anno "mai visto prima", che ha fatto quasi passare in secondo piano una data che invece avrebbe dovuto essere festeggiata "alla grande".


Una FestOratorio degli anni 2000



 Una parete dell'Oratorio prima degli ultimi lavori

"I preti, i responsabili del bene comune, gli educatori, gli animatori, le famiglie e i ragazzi si sono trovati sconcertati" ha scritto Monsignor Delpini. "Improvvisamente ci siamo visti in un punto in cui le strade comode si sono interrotte. Dove andare? Come fare? Forse qualcuno si è spaventato, si è fermato, è tornato indietro. Ma voi, amici di Olginate, don Matteo, don Andrea, con tutti i vostri collaboratori, avete deciso di andare avanti: non c'è più la strada, si tratta di aprire sentieri: non è tanto chiaro che cosa si possa fare, si impara un po' per volta; la direzione resta chiara, ma per dove si passa? Siamo entrati in terre inesplorate".



"Allora vi ringrazio, vi ammiro, vi incoraggio per quello che avete fatto e farete per non lasciare bambini, ragazzi e adolescenti privi di una proposta educativa cristiana in questa estate" ha proseguito l'Arcivescovo, con il riferimento al Centro "Summerlife" in partenza - come accennato - proprio quest'oggi, lunedì 29 giugno, nonostante tutte le difficoltà e le restrizioni dovute all'emergenza Coronavirus. Una cinquantina i piccoli olginatesi che torneranno ad "animare" in un contesto inedito gli spazi del "San Giuseppe", che per alcune settimane si è "spostato" nelle case - tramite il web - per continuare a condividere la gioia dello stare insieme, anche a distanza.


L'ingresso all'Oratorio San Giuseppe prima degli ultimi lavori di riqualificazione



L'inaugurazione dei nuovi spazi con don Eugenio Folcio e don Andrea Mellera, attuale coadiutore



Un'immagine recente degli spazi interni dell'Oratorio



Una delle ultime edizioni della fiaccolata



Una foto realizzata recentemente grazie all'utilizzo di un drone

Ed ecco perché - sottolineano dall'Oratorio - la partenza odierna di "Summerlife" è un segno: "la bellezza del ritrovarsi in sicurezza con i nostri amici, con i don, i volontari, gli animatori non poteva che essere così, un modo inedito, e per certi versi imprevedibile, per festeggiare il compleanno dell'Oratorio, che dopo 130 anni continua ad essere al servizio delle famiglie della nostra Comunità. Senza se e senza ma".

Si ringrazia Sara Fumagalli per il contributo fotografico
B.P.
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