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Scritto Martedì 30 giugno 2020 alle 15:27

Lecco-Calolzio-Olginate: prelievi da conto altrui, 42enne dal GUP

E' chiamata a rispondere del reato previsto dall'articolo 493 ter del codice penale e dunque di "Indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento" ma almeno in relazione ad un episodio anche per il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Lecco Salvatore Catalano il quadro accusatorio non è poi così chiaro tanto da chiedere alla Procura un'integrazione d'indagine sul punto.
Stefania L.R., classe 1978, nativa di Pompei, dovrà dunque attendere fino al prossimo 15 dicembre per capire come evolverà la vicenda giudiziaria di cui è suo malgrado protagonista incentrata su una serie di "visite" ai bancomat del territorio a lei ricondotte... utilizzando però una carta non sua e "asciugando" dunque il conto corrente di altro soggetto. Nel dettaglio alla donna sono ascritte dalla pubblica accusa - con il fascicolo inizialmente assegnato al pm Andrea Figoni poi passato alla collega Luara Siani e infine, dopo la prematura scomparsa dalla stessa, quest'oggi provvisoriamente ereditato dalla dottoressa Giulia Angeleri - tre operazioni da 500 euro l'una, due da 300 euro e una da 250 euro effettuate tra uffici postali e istituti di credito nel mese di marzo 2019 tra Lecco, Brivio, Calolzio e Olginate. Proprio in relazione all'episodio ambientato in quest'ultimo comune, il giudice ha chiesto di approfondire un aspetto. La Procura infatti ha prodotto le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza con le telecamere che effettivamente riprendono l'imputata avvicinarsi allo sportello automatico come pure però un altro individuo, non identificato, senza indicare da quale dei due bancomat sia stato effettuato il prelievo "incriminato". Il 15 dicembre la risposta con l'escussione del direttore della filiale direttamente in Aula.
In contestazione da ultimo anche una "strisciata" effettuata in un supermercato calolziese, per ulteriori 59 euro. Il pallino, alla prossima udienza, dopo il chiarimento richiesto dal dr. Catalano, passerà di nuovo alle parti. L'avvocato difensore Sonia Bova ha già anticipato che opterà, in caso di rinvio a giudizio, per il dibattimento.

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