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Scritto Martedì 30 giugno 2020 alle 17:21

Olginate: regali da un anziano conosciuto al bar, non fu 'circonvenzione di incapace'

Il Tribunale di Lecco
Non si trattò di circonvenzione di incapace. Nel primo pomeriggio odierno il giudice monocratico del tribunale di Lecco Martina Beggio ha assolto Fatima E.G., giovane cittadina marocchina finita a processo con l'accusa di aver "approfittato" della condizione di debolezza di un pensionato residente dell'oggionese. Nei confronti della donna la pubblica accusa - sostenuta dal viceprocuratore Caterina Scarselli - all'esito dell'istruttoria dibattimentale aveva chiesto, lo scorso febbraio, la condanna a 9 mesi. Oggi, invece, la chiusura del procedimento con la pronuncia in senso contrario, come da conclusione dell'avvocato Cristian Malighetti, difensore della straniera, denunciata nel luglio 2017 dalla consorte dell'anziano e dalla sue due figli che, dopo aver scoperto della relazione - solo platonica - tra l'uomo e la signorina, hanno anche ricostruito le spese sostenute per "alimentare" quella storia. Dopo aver infatti conosciuto la magrebina in un bar di Olginate frequentato da entrambi, l'oggionese, carrozziere a tempo perso, si sarebbe dapprima offerto di riparare gratuitamente l'auto della ragazza, continuando poi a vedere la stessa per uscite a cena fino ad arrivare a comprarle un anello da 100 euro e a intestarsi il contratto per l'acquisto a rate di due smartphone in uso a Fatima e alla sorella. 3.000 euro, circa, l'esborso riscontrato dalle figlie, costituitesi parte civile nel processo nel corso del quale, però, non parrebbe essere stata provata la circonvenzione d'incapace. Il giudice ha optato infatti per l'assoluzione dell'imputata. Con formula piena.
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