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Scritto Lunedì 06 luglio 2020 alle 08:40

Un'altra domenica di fuoco: ressa sui treni, alla faccia del distanziamento

Un’altra domenica di fuoco per Lecco e i lidi lariani: l’elevato afflusso di turisti - bagnanti ma anche escursionisti - continua a mantenersi tale, complici le belle giornate di sole che hanno interessato gli ultimi weekend. Ma i disagi non sono mancati, specialmente per chi, rispettoso dell’ambiente nel tentativo di ridurre il più possibile le emissioni, ha deciso di raggiungere la città di Lecco e i comuni limitrofi con il treno, per passare all’aria aperta la domenica. Scelta dettata per alcuni anche dall’intento di evitare di finire imbottigliati per strada, con la ss36 divenuta ormai celebre per gli incolonnamenti del fine settimana.
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La situazione, per chi ha  optato per la ferrovia, pareva già piuttosto difficile in stazione centrale per prendere il treno delle 8.20, con arrivo a Lecco alle 9. “Quando siamo arrivati ci hanno fermato dicendo che dovevamo prenotare il nostro posto sull’app di Trenord, ma non si riusciva; a quel punto ci hanno fatto comunque salire e abbiamo trovato un posto abbastanza facilmente” ci racconta Carolina, milanese in trasferta a Lecco per passare qualche ora tra le montagne. “Avvicinandoci a destinazione il treno si è riempito ma non in modo esagerato. Arrivati in stazione a Lecco, invece, c’era una ressa di persone sul binario in attesa del treno per Abbadia delle 9.15 e ad un certo punto non facevano più salire nessuno”.
Vedendosi chiudere le porte in faccia del convoglio prescelto, il gruppo di amici si è potuto consolare con l’introduzione di qualche fermata in più del treno successivo, in partenza dopo un’ora. “Abbiamo raggiunto la stazione di Abbadia intorno alle 10.30, pur essendo partiti da Milano alle 8.20”: una tratta che, in condizioni normali, durerebbe un’ora, ovvero la metà del tempo impiegato quest’oggi. Sul treno delle dieci la situazione era comunque affollata, tanto da non poter garantire un posto seduto ai viaggiatori: “eravamo in piedi ma non ammassati”.

Foto scattate sul treno del ritorno

Ma non finisce qui. Il ritorno verso il capoluogo meneghino non è stato più roseo. Partiti da Lierna, su un treno relativamente vuoto, la situazione ha cominciato a peggiorare a partire da Mandello. Il vero “dramma” si è consumato però ad Abbadia: una folla di persone ha occupato la banchina in attesa del treno in direzione Lecco delle 18.36. Complice, forse, la chiusura del parco di Mandello disposta dal sindaco Fasoli che ha fatto aumentare l’afflusso di persone verso Abbadia, il numero di aspiranti viaggiatori era davvero elevato, tant’è che si sono dovuti ammassare negli spazi tra un vagone e l’altro ignorando qualsiasi rispetto nei confronti del distanziamento fisico.
Altrettanta ressa è stata registrata sul treno per Porta Garibaldi in partenza da Lecco, mentre quello diretto a Centrale ha subito dei ritardi, comportando l’arrivo della polizia dopo che un controllore si è lamentato di fronte al numero elevato di persone intente a salire sul mezzo e impossibilitate, perciò, a mantenere il distanziamento fisico.
Di fronte alla situazione il quesito sorge spontaneo: non è possibile aumentare il numero di corse o di vagoni, in modo tale da incentivare chi vuole rispettare l’ambiente e contribuisce a sviluppare il turismo nelle nostre zone, ma anche per tutelare le persone dal virus, in un periodo in cui la diffusione del Covid è tutt’altro che acqua passata?
Anna Airoldi
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