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Scritto Giovedì 09 luglio 2020 alle 13:20

Dervio-Dorio: la richiesta di aiuto di Padre Battista per le popolazioni dell'Ecuador

E' partito giovanissimo con l'operazione Mato Grosso per l'Ecuador Padre Battista Brugali, per tutti don Battista: quasi per avventura, per una vacanza diversa, per un'esperienza di poche settimane, inconsapevole che su quella "via di Damasco" Gesù lo stava aspettando. Così da trent'anni è là. Diventato sacerdote si è dedicato completamente, semplicemente a quella popolazione, ora tragicamente coinvolta - come tante altre - nell'emergenza sanitaria del Coronavirus. Ed è per questo che Padre Battista chiede aiuto anche alla gente di Dorio e Dervio, dove nel 2017 si è fatto conoscere con la sua schiettezza, simpatia e semplicità, catturando l'attenzione ed entrando nel cuore di tutti.
"Ha vissuto fra noi come se fossimo la sua gente. Ha celebrato nelle nostre chiese, ha benedetto le tombe dei nostri cimiteri, ha parlato con la gente, ha mangiato nelle nostre case, ha pianto i nostri morti, ha camminato sulle nostre montagne, ha solcato le acque del nostro lago" ricordano dalla comunità, che ora si unisce nell'aiutarlo, rendendo noto un suo pensiero: "Cammino, celebro messa, attendo la gente, l’ascolto, rispondo a chi mi chiede, cerco di dar da mangiare a chi ha fame, di dare un tetto a chi non ce l'ha, a chi mi chiede aiuto cerco sempre di dire di sì, ma non è facile" scrive Padre Battista. "Per fare questo devo chiedere qualcosa di più a voi per continuare a dire sì a questa gente che mi chiede, gente che vive nella semplicità, che vive giorno per giorno di quello che la natura offre. I poveri vanno aiutati ad essere loro stessi. Non ci sono scuole vicine, molti bambini camminano ore per andare a scuola, non c'è attenzione medica, sono un po' buttati là...".


Padre Battista

Dopo un anno sul Lario il religioso è tornato in Ecuador, destinato a una nuova missione ma con gli stessi problemi di povertà, di bisogno. Con semplicità, ha chiesto di bandire una campagna per dare acqua potabile a un villaggio. La gente che l'ha conosciuto ha raccolto in breve tempo qualche migliaio di euro. La sua parrocchia è vastissima, a 3000/4000 metri sopra il livello del mare, fra alte montagne, ma Padre Battista non ha dimenticato il nostro lago che l'ha ammaliato, i visi di tante persone che lo hanno amato. Spesso invia messaggi, ricordi, saluti. Altre volte parole che trasudano lacrime per l'incapacità di sopperire alle necessità della sua gente. Con quella dignità che contraddistingue il vero povero, non chiede aiuto ma preghiera. E lo fa anche oggi, con una lettera che non lascia dubbi sulla reale situazione sul fronte Coronavirus.
"Ciao, Come va? Qui è abbastanza tragica la situazione. Il virus corre velocemente e non guarda in faccia nessuno, neanche i poveri. Per un po' di tempo si è cercato di tenere chiuse le porte del tutto... ma poi si è dovuto riaprire. Ma era troppo presto. E adesso??" scrive Padre Battista. "Io sono tra il dentro e il fuori, il cuore sicuramente è verso la povera gente che ha tanto bisogno ma allo stesso tempo mi chiedo come fare. Vedo il virus entrare nella casa dei poveri, è tremendo. I vecchietti muoiono in casa nella povertà e nella solitudine; la situazione è fuori da controlli sanitari e sociali, ognuno si arrangia come può. Mi sembra che tutto sia ritornato alla normalità con il virus che corre in mezzo a questa normalità. È una malattia come un'altra per la povera gente. Non c'è scelta, si va avanti accettando la morte che bussa alla porta. Non ci sono difese né aiuti. La cosa va avanti, sarà lunga e piena di sofferenza e dolore. Mi commuove vedere come i poveri affrontano il covid. Vado nelle comunità a cercare di regalare viveri... La gente ha fame... Vengono a chiedermi... Vado intimorito... Ma hanno bisogno... L'altro giorno ero in una piccola comunità a 4000 mt... Ho consegnato viveri per 40 famiglie... Al ritorno mi sono fermato da una famiglia giovane conosciuta, per salutare e vedere la situazione. I 4 figli appena mi hanno visto mi sono corsi incontro: occhi neri, guance screpolate dal vento, il naso sempre sporco, mi abbracciano... Sorridono... Sono contenti di avermi visto. Gli chiedo come va, mi dicono bene. Dov'è il papà? È andato ad aiutare a raccogliere l’orzo... E la mamma? Si rattristano, mi portano alla casa. La mamma è stesa a letto con il covid. Rimango immobile guardando ciò che i miei occhi vedono. Stesa nella povertà tra il freddo e l'umidità, senza bagno, senza medicine, senza niente. E adesso???
Carissimi pregate pregate tanto... Ho molta paura ma le vostre preghiere ci aiuteranno.
Un caro saluto a tutti, vi porto sempre nel mio cuore. Il ricordo è sempre caro".

Chi lo desidera può far avere il proprio contributo per Padre Battista a:
- Negozio alimentari Antichi Sapori di Bettega Gabriella (Dorio)
- Dell'Era Daniela (Dorio) cell 3387565422 
- Cassinelli Daniele cell 3425086520 (Dervio)
- Acquistapace Giannina cell 3494301893
oppure versare direttamente sul suo c/c:
IBAN IT82R0329601601000067192708 - Brugali Battista Banca Fideuram
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