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Scritto Giovedì 09 luglio 2020 alle 15:22

Lecco: i Magatti portano i libri in Tribunale, dichiarata fallita la società del salone 'Modeline'

La "momentanea chiusura" era stata annunciata il 27 giugno 2019 con un cartello affisso dopo aver allontanato le clienti programmate per quella giornata e dopo aver consegnato brevi manu la lettera di licenziamento alle 14 dipendenti. A distanza di un anno e qualche giorno, su istanza avanzata in proprio dall'impresa, il Tribunale di Lecco in data 6 luglio 2020, ha dichiarato il fallimento della società Modeline di Aldo Magatti e C. S.n.c nonché dei soci Aldo Magatti e Luca Magatti, padre e figlio, titolari dell'omonimo salone di bellezza - con parrucchieri e estetisti - affacciato su via Marco d'Oggiono, in centro città.

L'insegna del centro estetico di via Marco d'Oggiono

Da inizio anno, è la 25esima pronuncia di questo tipo, la metà esatta delle "fini" sancite nell'arco di tutto il 2019. Ed è indubbiamente un provvedimento che in qualche modo "segna" la città. Modeline era infatti un'istituzione e alla lunga carriera del signor Aldo con le forbici tra le mani, tra confidenze e consigli, nel 2016 era stato perfino dedicato un libro, attraverso il quale, capitolo dopo capitolo, si sono raccontati i 60 anni di attività di un uomo, figlio di barbiere, che a soli 22 anni è stato "incoronato" miglior coiffeur femminile italiano in quattro diverse categorie, superandosi in un continuo aggiornamento per stare al passo con i tempi e le mode, passando poi il pettine a Luca, terza generazione di Magatti nel settore.

Le vetrine del negozio Modeline, ormai svuotato

Eppure qualcosa, in questa favola moderna tra bigodini e ceretta, deve essere evidentemente andato storto, tanto da arrivare all'improvvisa cessazione del negozio, lasciando a casa tutte le lavoratrici, all'oscuro delle difficoltà finanziarie.
"Gli ultimi incontri con la proprietà e i loro rappresentati risalgono ormai allo scorso anno" ha spiegato Giancarlo Lupinu, responsabile degli artigiani per la Cgil, ricordando come ora la vicenda sia seguita dall'ufficio vertenze del sindacato che si attrezzerà per insinuarsi al passivo e "recuperare" così il Tfr ancora non corrisposto alle ex dipendenti. "L'ultima retribuzione, il preavviso e le competenze sono state invece versate loro, pur non rispettando puntualmente gli impegni presi" ha sottolineato il sindacalista che ha passato dunque ora la "palla" al collega Gabriele Viganò. L'udienza dei creditori per l'esame dello stato passivo è fissata per il prossimo 25 novembre. Quale curatrice è stata incaricata la dottoressa Federica Maisano.
A.M.
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