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Scritto Lunedì 13 luglio 2020 alle 16:13

Nel primo semestre 2020 decretati a Lecco 24 fallimenti, l'elenco. E un grande 'ma'...

Del primo fallimento del secondo semestre di questo funesto 2020 ci siamo già occupati: con sentenza emessa il 6 luglio, apre idealmente la seconda colonna della pagina Modeline di Aldo Magatti e C., snc lecchese titolare dell'omonimo salone di bellezza - con estetisti e parrucchieri - di via Marco D'Oggiono, storico e apprezzato negozio per signore a due passi dalla stazione. Riavvolgiamo ora il nastro per una panoramica dei primi 24 "crac" decretati alla data del 30 giugno 2020, meno della metà di quelli registrati cinque anni fa: a metà 2015 erano 52 i fallimenti già attestati, per arrivate a quota 88 al 31 dicembre, il numero più alto dell'intero ultimo lustro. L'anno successivo furono infatti 67 in totale, 43 dei quali nel primo semestre. E ancora nel 2017 si scese a 55, oltre la metà dei quali (31) già nei primi sei mesi. Nuovo picco nel 2018 con 66 sentenze, 37 già nei giorni successivi il solstizio, 6 in più delle 31 dello scorso anno, con conto chiuso a 50 pronunce tonde tonde.

Dei 24 "the end" del primo semestre 2020, ben 7 sono datati aprile, 6 giugno e 5 febbraio. Forte ancora l'influenza del mondo del mattone e del settore immobiliare nel dettaglio. In elenco non si riscontrano comunque nomi "eclatanti" del panorama lecchese, con diverse realtà - sei - già poste in liquidazione prima della sentenza di fallimento. A livello territoriale – anche se spesso la sede legale non coincide con la sede operativa – si riscontra l'assenza del casatese, con quattro società meratesi ed il resto del capoluogo e del suo hinterland, interessando anche l'oggionese e la Valsassina, con due casi. Nulla sul Lago.
In un anno caratterizzato dall'emergenza coronavirus con le sue ripercussioni evidenti a livello sociale ed economico, un numero limitato di pronunce rispetto al quinquennio precedente non deve però trarre in inganno, viste le "storture" introdotte dal DL Liquidità di aprile - poi convertito in legge a inizio giugno - che ha di fatto bloccato fino al 30.06 le istanze di fallimento, per impedirne una proliferazione nei confronti di imprenditori, il cui stato di insolvenza possa dipendere da fattori non distinguibili, con la dovuta certezza, proprio dalle criticità legate al covid-19.
Il bilancio sarà reale solo a fine anno. E si preannunciano lacrime.
A.M.
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