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Scritto Martedì 14 luglio 2020 alle 16:17

Olginate: l'inseguimento fino all'Adda finisce... in Tribunale. 14 mesi per il marocchino

Una foto scattata la sera dell'inseguimento
Quei pochi chilometri bruciati a tutta velocità gli sono costati davvero cari: la scorsa settimana, Salime Otmane - il 33enne magrebino, irregolare sul territorio italiano, che, nella serata di mercoledì 10 giugno, alla guida di una Lancia Ysilon di colore rosso non ha rispettato l'alt intimatogli dai militari rendendosi protagonista di una maldestra fuga terminata nella strada a fondo cieco che conduce al sito produttivo della Costacurta di Olginate - è stato condannato a un anno e due mesi. Resistenza il reato contestato al giovane che "palettato" dai Carabinieri a Calolziocorte, ha optato per non fermarsi, scappando in direzione dell'Adda. E proprio nelle acque del fiume - in quel momento particolarmente tumultuose a causa delle abbondanti piogge dei giorni precedenti - si sarebbe gettato il suo passeggero, resosi così irreperibile. Inutile l'attivazione dei pompieri e dell'elicottero per un'ispezione anche dall'alto delle sponde. Del secondo soggetto di sono perse le tracce. E nessuna informazione circa il "compagno" è stata poi fornita dall'arrestato, preso in consegna dai militari dell'Arma che nel corso dell'inseguimento non hanno mai perso di vista la piccola utilitaria. Portato in tribunale per la convalida dell'arresto, era poi finito in cella stante l'impossibilità di dare seguito alla misura degli arresti domiciliari disposta dal giudice, in attesa della celebrazione del processo. Tradotto nuovamente al cospetto della dottoressa Martina Beggio, nei giorni scorsi il magrebino, tra le altre cose alla guida senza patente, ha definito la propria posizione. Si ritiene invece "salvo" l'altro coinvolto.
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A.M.
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