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Scritto Venerdì 17 luglio 2020 alle 09:07

Lecco:in piazza per fermare la Legge contro l'omotransfobia

Anche a Lecco si manifesta contro il disegno di legge depositato il 30 Giugno dal deputato del PD Alessandro Zan  sull’omostransfobia  ora  in  discussione  in  Parlamento.  Il  sit-in  è  andato  in  scena ieri  sera,  Giovedì  16  Luglio,  in  centro  dove  i  manifestanti  sono  scesi  in  Piazza XX Settembre  per esprimere il  loro  dissenso  all’istituzione  di  un  nuovo  reato,  quello  di  omotransfobia,  che, viene spiegato,  "non viene  definito  dal  legislatore,  lasciando  quindi  spazi  a  interpretazioni  e  derive  liberticide  che potrebbero  colpire  coloro  che  si  esprimono  pubblicamente  in  modo  non  allineato  al  pensiero mainstream".




https://youtu.be/zvMRr5mM3Ss

A promuovere l’evento, a Lecco come in altre piazze in giro per il Paese, i gruppi politici e non che credono che l’attuazione della legge non tuteli le persone dalla discriminazione ma bensì limiti la libertà  di  opinione,  espressione,  stampa  e  religione. 
Presenti  in  piazza  anche  il  candidato  a Sindaco  di  Lecco  per  il  centrodestra  Peppino  Ciresa  e  Giacomo  Zamperini  esponente  di  Fratelli d’Italia.



La manifestazione è cominciata alle 20:30 con la lettura da parte del dottor Paolo Gulisano di una dichiarazione del comitato #RestiamoLiberi: “Una legge ingannevole poiché si presenta come necessaria  per  punire  le  violenze  contro  le  persone  con  attrazione  per  lo  stesso  sesso.  Ma chiunque  sa  già  che  ogni  violenza  è  già  punita  dal  nostro  ordinamento  giuridico  ed  esistono aggravanti  da  applicare  dove  necessarie.  Si  tratta  quindi  di  una  legge  inutile."



"Ma,  è  anche  una legge  pericolosa  perché  mira  ad  istituire  il  reato  di  omostranfobia  che  non  viene  definito  dal legislatore  che  lascia  enormi  spazi  di  interpretazione.  In  caso  di  approvazione  del  testo  sarà possibile  per  chi  gestisce  una  palestra  vietare  ai  maschi  transgender  (che  si  “sentono”  donne) l’ingresso  nello  spogliatoio  delle  donne?  Sarà  possibile  per  un  genitore  chiedere  che  il  figlio  non partecipi  ad  attività  scolastiche  inerenti  temi  sensibili  sulla  sessualità  e  la  famiglia?  Sarà  ancora possibile  per  un  sacerdote  spiegare  la  visione  cristiana  del  matrimonio?  Sarà  possibile  dire pubblicamente  che  la  pratica  dell’utero  in  affitto  è  un  abominio  o  dirsi  contrari  alla  legge  sulle unioni  civili?  Per  tutte  queste  domande  c’è  una  sola  risposta,  no".




Queste dunque le  motivazioni  che hanno portato in piazza circa un centinaio di persone. “Il disegno di legge  Zan  prevede  una  vera  e  propria  rieducazione  del  cosiddetto  omostrasfobico  che  deve essere rieducato secondo il pensiero dominante. Nel tempo in cui il potere si accentra nella mani di pochi l’istituzione del reato di opinione è un passo ulteriore verso la censura del dissenso ecco perché oggi siamo qua in piedi”



Il flashmob ha poi previsto il silenzio, contro quella che viene definita una ‘legge-bavaglio’: c’è chi ha letto un libro, chi si è tappato la bocca, nessuno ha proferito parola durante i minuti di protesta. I cartelli “difendiamo la libertà di espressione”, “In piedi per la libertà”,  “Restiamo  liberi  di  pensare”    in  mano  ai  partecipanti  distribuiti  a  scacchiera  nel  rispetto della  distanza  interpersonale  di  un  metro  hanno  dato  voce  al  dissenso. 
C.Ca.
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