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Scritto Lunedì 20 luglio 2020 alle 13:12

Lecco: CISL rinnova la segreteria, Scaccabarozzi dopo Pavan. ''Le direttrici saranno l’innovazione, il territorio e la cultura''

La Cisl Monza Brianza-Lecco ha un nuovo segretario generale. E’ Mirco Scaccabarozzi, 60 anni, monzese, ex insegnante iscritto al sindacato dal 1982. Prende il posto della segretaria uscente, Rita Pavan che dopo 43 anni di attività nelle organizzazioni sindacali ha deciso di ritirarsi in pensione.

Il nuovo segretario generale Mirco Scaccabarozzi

La platea dell'Auditorium della Camera di Commercio Como-Lecco durante il consiglio generale

Un avvicendamento che la Cisl ha ufficializzato nel corso del consiglio generale ospitato questa mattina nell’auditorium della Camera di Commercio di via Tonale, che inizialmente avrebbe dovuto essere presieduto dal segretario generale nazionale, Annamaria Furlan, che ha tuttavia dovuto rinunciare ad essere presente per altri impegni ed è stata infine sostituita da Giorgio Graziani, responsabile organizzativo della segreteria
Della squadra di Scaccabarozzi, a sua volta già presente nel gruppo uscente insieme a Mario Todeschini, anch’egli dimissionario come Pavan, faranno parte Enzo Mesagna, negli anni operatore di Fim Cisl Lecco e segretario generale Fai Cisl Lecco nonchè Annalisa Caron, monzese e presidente di Anolf Brianza.

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''Sono certa che la nuova segreteria lavorerà in continuità con quella uscente'' il commento a caldo di Rita Pavan. ''Mirco è una persona valida e porterà avanti ciò che insieme abbiamo iniziato. Mi sono sempre definita una milanese adottata dai lecchesi. In questa città ho vissuto una bella esperienza e abbiamo fatto il nostro meglio laddove c’erano molti problemi. Tanti altri ne nasceranno, considerato anche il periodo. La scelta di andare in pensione non farà venire meno l’attaccamento al mondo sindacale, che ho vissuto per quasi 43 anni''.
''Lascio un territorio con tante potenzialità'' ha proseguito il segretario uscente. ''La strada da perseguire è quella che porta a trovare maggiore coesione tra tutti i soggetti socio-economici. La situazione che si sta prefigurando non è certo semplice e ci vuole disponibilità di tutto il territorio''.

Mirco Scaccabarozzi e la segretaria uscente Rita Pavan

 Scaccabarozzi e Pavan con Giorgio Graziani, segretario organizzativo nazionale CISL

II tavolo dei relatori durante il consiglio generale

Tre le direttrici indicate da Mirco Scaccabarozzi affinchè l’organizzazione sindacale e l’intero tessuto economico riescano a trovare stabilità. ''La prima è quella dei processi di innovazione'' ha spiegato. ''Questo territorio ne ha bisogno per mantenere la competitività che ha sempre avuto. La seconda linea è quella della coesione sociale. Bisogna garantire tutti i livelli di tutela di una povertà che per quanto strisciante sta diventando sempre più preoccupante. Le dinamiche istituzionali devono in qualche modo fare pressione affinchè incidano su tutto il livello socio-economico. La terza linea è quella culturale: dobbiamo prendere atto che il mondo del lavoro è cambiato e serve fare rete''.
Presente per sancire in un certo senso il passaggio di consegne tra Pavan e Scaccabarozzi, il segretario organizzativo nazionale Graziani ha commentato la situazione generale post-Covid.

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''Dobbiamo innanzitutto convincerci che il Covid non è passato, ma ci stiamo convivendo e dobbiamo costruire le condizioni per la ripresa'' la sua osservazione. ''Certo, l’Europa è un elemento fondamentale di ciò e come sappiamo ne sta discutendo. Non mi appassiona un granché il diritto di veto che si sta prefigurando, cosa che ci fa dire che qualcosa in Europa deve cambiare. Va però riconosciuto all’UE che finalmente si sta assumendo la propria responsabilità politica e quindi anche di scelta economica che possa prima o poi agire sul piano sociale. Noi siamo di quelli che sperano si possa accedere al Mes. Per quanto riguarda il lavoro e l’occupazione, gli ammortizzatori sociali e il divieto di licenziamento devono essere necessariamente prorogati non tanto perché vogliamo uno Stato che si occupi solo di assistenza, ma perché ad agosto sicuramente non saremo pronti e la tragedia che si è consumata, senza altra cassa e con i licenziamenti, tornerà. Il sostegno e la protezione dei lavoratori è l’unica ricetta possibile per la ripresa''.
A.S.
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