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Scritto Giovedì 30 luglio 2020 alle 08:25

La Provincia passa al comune di Colico la gestione del 'Forte di Fuentes'. L'accordo

Forte di Fuentes
Foto tratta dal sito https://www.fortedifuentes.it/index.php
Il Forte di Fuentes passa di mano. Mercoledì il consiglio provinciale ha approvato, all'unanimità dei presenti, lo schema di convenzione con il Comune di Colico che, per i prossimi 9 anni (prorogabili di altri 9), ne assumerà la gestione.
“Abbiamo ritenuto opportuno, al fine di valorizzare il patrimonio e renderlo più appetibile per il turismo che si sta sviluppando sul territorio, sottoscrivere un accordo con l'ente locale” ha spiegato il presidente Claudio Usuelli, sostituendo quale relatore della delibera il consigliere alla partita Irene Alfaroli. In capo al Comune sono previste alcune incombenze: dalla pulizia del sito alla sua apertura, prevedendo anche eventuale visite guidate; dalla gestione del sito internet alla cura del materiale promozionale; dall'allestimento di un punto informativo all'integrazione del Forte in una rete turistica. In cambio la Provincia assicurerà un contributo fino ad un massimo di 24 mila euro l'anno, a fronte della rendicontazione dell'attività svolta.
Il Forte di Fuentes – come si legge sul sito internet dedicato al compendio - è un forte spagnolo del XVII secolo voluto dall’allora Governatore dello Stato di Milano, Pedro Enriquez de Acevedo Conte di Fuentes per impedire ogni velleità di espansione della Repubblica delle Tre Leghe Grigie (i moderni Grigioni svizzeri) che intendeva allargare il proprio dominio dalla Valtellina e dalla Valchiavenna fino all’Alto Lago di Como. Realizzato a partire dal 1603, si può dire completato nel 1609 anche se poi fu oggetto di revisioni e aggiornamenti fino al 1627. Fu motivo di contesa in tutti i suoi quasi 150 anni di vita operativa fino al 1736 quando venne coinvolto nei combattimenti per la guerra di successione polacca. Allora possedimento degli Austriaci, fu conquistato dai gallo sardi (i francesi alleati ai piemontesi), ultima fortezza del sistema difensivo austriaco ad arrendersi dopo una simbolica resistenza di tre giorni. Venne poi riconquistato dagli austriaci e perse definitivamente valore militare nel 1782, quando l’imperatore Francesco Giuseppe lo dichiarò decaduto come fortezza insieme al Castello di Lecco.  Fu distrutto nel 1796 dalle truppe napoleoniche del generale Rambeau per espresso ordine di Napoleone quando, però, non rappresentava più alcun pericolo. Restano riconoscibili l'arco d'ingresso, la piazza d'armi, la chiesetta di Santa Barbara, il palazzo del Governatore e le cannoniere, costruite nella Prima Guerra Mondiale come difesa da un’eventuale invasione dalla Valtellina o dalla Val Chiavenna.
“Ritengo importante che un'amministrazione del territorio si prenda in carico questo bene non potendo noi occuparcene direttamente” la chiosa di Usuelli, condivisa da tutte le forze politiche.
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