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Scritto Giovedì 30 luglio 2020 alle 20:10

LFF: tra femminismo, fede e 'genere neutro'. La cantautrice Paola Turci si racconta

Il femminismo e la fede, le canzoni naturalmente, ma anche il gravissimo incidente stradale del 1993 nel quale aveva riportato importati ferite al volto rimediando cento punti di sutura. La cantautrice Paola Turci, intervistata dal giornalista Daniele Bellasio dell’università Cattolica, si è raccontata a tutto campo sul palco di Lecco Film Fest, chiamata a condividere la propria esperienza di donna nella rassegna cinematografica dedicata appunto alla condizione femminile.

Daniele Bellasio e Paola Turci

“Provengo da una famiglia matriarcale – sono state le parole dell’artista  - con mamma, nonna, zia, e non è stato difficile scoprire il prezioso dell’essere donna”. In quanto al femminismo “mi ritengo una femminista perché significa attestare l’uguaglianza di uomo e donna, la necessità di venire considerati esseri umani. Fossi Dio, come diceva Gaber, non permetterei ci siano ancora queste differenziazioni, con tutto quanto è successo”.
Uguali a tal punto -ha aggiunto cogliendo un po’ in contropiede l’intervistatore – da apprezzare il genere neutro: “Ci sono scuole dove non viene chiesto il sesso dell’alunno. Perché non conta”.
Interpellata sul movimento americano “Me too”, Paola Turci ha risposto: “A mio modo di vedere ha avuto un atteggiamento troppo aggressivo. Un atteggiamento che anche in passato ha fatto male al femminismo, provocando una reazione contraria”.
A proposito di parole, attenzione sulle canzoni “Bambini” (“Quella che mi rappresenta meglio”) e “Fatti bella per te” (“L’hanno definita una canzone femminista”) : “Mi avevano proposto pure ‘Anche tu nell’universo’, poi per fortuna anche l’hanno data a Mia Martini”.

Ma si è parlato anche del libro “Mi amerò lo stesso” nel quale affronta proprio il trauma dopo l’incidente: “È un libro che mi è servito per smascherarmi, mettermi al muro, dire a tutti che stavo mentendo. L’incidente mi ha fatto riflettere molto. Non ero andata nemmeno dalla psicologa, dicevo che ero forte e invece mi nascondevo, l’ho fatto per anni. E allora mi dissi che ciò che potevo fare era di svergognarmi”.
Infine, la fede, la “conversione” di una decina d’anni fa: “Prima dicevo fossi atea, ma per dirsi atea bisogna avere una profonda conoscenza della religione. È vero che all’inizio andavo a messa tutti i giorni tranne che il sabato e la domenica finché un prete mi ha preso da parte e mi ha chiesto cosa stessi facendo”.

Un momento della tavola rotonda

La stessa Paola Turci ha partecipato alla successiva tavola rotonda assieme a Maria Anghileri (direttore gruppo industriale Eusider), Tess Masazza (attrice e Youtuber), Anastasia Piazzotta (titolare Wanted Cinema) e Antonella Sciarrone Alibrandi (prorettrice all’università Cattolica). Tema, la presenza della donna nel mondo del lavoro. Ancora tante difficoltà, ancora tanta strada da fare, anche qualcosa sembra essersi mosso e per qualcuna sarebbe addirittura ora di smetterla di parlare di donne marginalizzate. Però, troppo spesso una donna fa fatica anche soli a farsi ascoltare. Il percorso continua essere a ostacoli. “E in certi settori sono ancora tutti uomini,  le battutine, i sorrisetto, le molestie quotidiane…".





QUESTO IL PROGRAMMA PER LA GIORNATA DI DOMANI, 31 LUGLIO:

La mattinata si apre in piazza XX Settembre con la presentazione del libro “Non superare le dosi consigliate”, edito da Guanda Editori e scritto dalla giornalista Costanza Rizzacasa d'Orsogna. Al suo fianco ci saranno l'assessore alla Cultura del Comune di Lecco Simona Piazza e Angela D'Arrigo, curatrice del festival, per raccontare al pubblico una storia di coraggio, che affronta i disturbi alimentari e la necessità di riprendere in mano la propria vita prima di vederla sbiadire via per sempre.
Alle 12 si apre l'incontro a due dal titolo “Governare le scelte”, che vedrà la Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti rispondere alle domande dell'editorialista de La Stampa Gianni Riotta, per ribadire una volta di più l'importanza dell'emancipazione femminile, sullo sfondo del Decreto Rilancio che prevede diverse misure a sostegno delle famiglie italiane.

Il pomeriggio del Lecco Film Fest riparte da piazza Garibaldi alle 17.30 con l'attrice e produttrice cinematografica Maria Grazia Cucinotta, con cui approfondiremo l'importanza del ruolo femminile nel mondo cinematografico, mentre alle 18.30, nella stessa cornice, andrà in scena il talk “Autonomia e famiglia, pari opportunità e realizzazione personale”. Sul palco interverranno alcune delle voci più significative del mondo politico ed economico nazionale e locale: accanto alla Ministra Elena Bonetti, ci saranno il vicesindaco di Lecco con delega alle Pari opportunità Francesca Bonacina, l'ex Ministra dell'Istruzione Mariastella Gelmini, la direttrice del Museo del Risparmio di Torino Giovanna Paladino e Plinio Agostoni, vicepresidente Icam Spa, moderati da Tiziana Ferrario, giornalista e scrittrice.

L'indipendenza della donna al di là di ogni stereotipo è il tema portante di questa serata della rassegna lecchese, che si apre alle 21 con l'attrice Matilde Gioli intervistata da Angela Prudenzi, giornalista e membro del comitato di selezione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, in un appuntamento dal titolo “il futuro: nelle tue mani”.
Alle 21.30 invece via alla proiezione del cortometraggio “Con te o senza di te”, di Angela Prudenzi, cui seguirà la presentazione e proiezione del film “La casa di famiglia” di Augusto Fornari, che vede Matilde Gioli quale protagonista femminile. Un film basato sull'amore familiare e sulla memoria, che si snoda tra nostalgia, incomprensioni, sorprese ed equivoci, per una commedia adatta a tutti.
D.C.
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