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Scritto Venerdì 31 luglio 2020 alle 16:09

Calolzio: un 'progetto serio' per rilanciare la Fondazione Lavello, anche con i privati

Il Monastero del Lavello
La struttura resterà chiusa ancora per un po', nel frattempo continuano le “manovre rianimatorie”. C'è da salvare la Fondazione Monastero di Santa Maria del Lavello. E il sindaco di Calolzio Marco Ghezzi ha intenzione di continuare a spendersi in questo senso, allargando eventualmente anche la platea dei sostenitori a partner privati. Del resto parrebbe essere impossibile continuare a poggiare solo su sponsor “pubblici” come la Fondazione Bernareggi (e dunque la Curia di Bergamo) e la Comunità Montana Val San Martino che già, alleggerendo il loro contributo, come rimarcato dallo stesso primo cittadino in consiglio comunale, rispondendo a una sollecitazione di Paolo Cola sul punto, hanno fatto franare, da tempo, le basi del bilancio del Lavello. Se si aggiunge l'impossibilità di Provincia e Comune – soci fondatori – di erogare come un tempo liquidità in forma diretta (-55.000 euro), il mancato ottenimento di contributi dalla Fondazione Cariplo per un bando a cui si è partecipato e le problematiche insorte con la scuola alberghiera di Casargo che ha portato a minori entrate per circa 28.000 euro, il quadro del disastro a livello finanziario diventa ben evidente. Con il rosso reso ancor più rosso dalla mazzata – imprevedibile – data dal covid che ha fatto saltare gli eventi programmati dal Comune che, affittando spazi interni al Monastero, indirettamente supportava la Fondazione, alle prese tra l'altro anche con altra grana legata all'impianto di riscaldamento, con una caldaia out e costi astronomici di funzionamento (tra i 20 e i 30.000 euro) collegati anche alla necessità di mantenere una certa temperatura stabile all'intero della chiesa del complesso, per non minare il patrimonio artistico conservato al suo interno.
“Ho insistito molto per salvare la Fondazione e la Regione (altro socio fondatore ndr) ci ha dato un'ultima chance” ha argomentato Ghezzi, annunciando che nei prossimi mesi si insedierà un nuovo Presidente viste le recenti dimissioni  di Daniele Maggi (nominato dalla Provincia).
“L'attuale consiglio di amministrazione sta pagando una serie di problematiche che arrivano da lontano” ha detto in riferimento alla mancanza di copertura economica. E ancora: “il Presidente ha cercato di salvare una situazione che non era risolvibile”.
Il “piano di ristrutturazione” prevede la ricapitalizzazione del fondo vincolato (60.000 euro) da parte della Provincia che ha già pubblicato un bando per l'individuazione del nuovo vertice della Fondazione. Si valuteranno poi le manifestazioni di interesse per assegnare il bar.
“Verrà presentato un progetto serio che va sulle proprie gambe” ha assicurato Ghezzi.
“L'operazione – con anticipato – comporterà probabilmente l'ingresso anche di sponsor privati” ha detto. “Altrimenti resta una sola soluzione: lo scioglimento della Fondazione”.
L'1 gennaio la data – indicativa – che farà da spartiacque per la ripartenza.
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