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Scritto Venerdì 31 luglio 2020 alle 20:31

LFF: Maria Grazia Cucinotta sbarca in città e 'suggerisce' di vivere al meglio

Nessuna ritrosia a dire l’età : non bisogna averne paura, anzi, bisogna vivere al meglio gli anni che si hanno. Non bisogna aver paura di invecchiare, del tempo che passano, delle rughe, non è concesso a tutti di ingrigire. Per l’attrice Maria Grazia Cucinotta – di fatto la madrina di Lecco Film Fest – gli anni sono 52. Compiuti quattro giorni fa, il 27 luglio, e festeggiati nell’isola di Salina che è quella dell’arcipelago siciliano delle Eolie dove nel 1994 venne girato il film “Il postino” che la consacrò ma che fu anche l’ultimo lavoro di Massimo Troisi, l’attore napoletano morto prematuramente quello stesso anno. E si tratta di un film cult, per usare il linguaggio degli appassionati, ma indubbiamente un film che è rimasto nel cuore di molti italiani.

Vivere al meglio, dunque. Ed è un messaggio che la stessa attrice siciliana (di Messina) lega in qualche modo alla necessità di mandare segnali di speranza, come può esserlo il festival lecchese, dopo il lockdown per l’emergenza covid. Arrivata in motoscafo, sul lungolago, nella canicola di questi giorni, definisce l’applauso di un gruppetto di fan che la accoglie come un buon segnale di ripartenza. Proprio parlando di lockdown è cominciata l’intervista condotta dal giornalista Gianni Riotta. “Ho sfornato tanto di quel pane, che nemmeno un fornaio…”.  E in quanto a ripartenza e a messaggi di speranza, Cucinotta ha parlato dell’Italia come un Paese di eccellenze indiscusse. In giro per il mondo, ho visto gente innamorata dell’Italia. Siamo il Paese più bello del mondo. E vorrei che ce ne rendessi o conto. Vorrei portarvi all’estero per scoprire, al ritorno, la bellezza dell’Italia. E oggi l’Italia ha bisogno di noi per far ripartire il turismo, far riaprire gli alberghi e i ristoranti”.

In quanto all’Italia, Riotta, pure siciliano, ha chiesto come siano cambiate le donne nelle ultime due generazioni: “Mia nonna portava avanti tutta la famiglia, anche mia madre è una donna super e ancora oggi a 91 anni comanda lei a casa. Quello che penso è che si sia perso il senso dell’essere madre e moglie. Il lavoro non lo permette. Si è parità, ma non è così. Una donna in carriera deve rinunciare alla famiglia, perdendo appunto il senso dell’essere femmina, madre e moglie. Non ci sono asili nido e si dice che il mettersi in maternità è solo una scusa”.
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Ma la chiacchierata ha messo in luce anche gli altri aspetti della vita di Maria Grazia Cucinotta: non solo attrice, ma anche produttrice (con una società fondata durante il decennio in cui era vissuta negli Usa e poi portata in Italia una ventina d’anni fa, il primo film prodotto era sui bambini “invisibili”), un piccolo pensiero al mestiere di regista (“Ho fatto solo due cortometraggi”, unocontro il bullismo), la fede (“Non si è mai soli”), i giovani (“Non sono preoccupata. Anche i nostri genitori erano già preoccupati per noi e ce la siamo quasi cavata. Compito nostro è preservare il pianeta”), i social network (“Non bisogna avere paura delle tecnologie. Ma bisogna educare i ragazzi per bloccare il cyberbullismo”) e infine l’impegno per il gentil sesso. “Ho fatto parte di diverse associazioni contro la violenza sulle donne, ma restavo sempre delusa. Quando chiedevo aiuti per risolvere una situazione c’erano sempre problemi. E allora con altre persone abbiamo fondato ‘Vite senza paura’ per aiutare le donne vittime di violenza in famiglia ad andare via da casa e a trovare un lavoro. Il problema è che le leggi non supportano le donne che subiscono violenza e la stessa burocrazia diventa quasi una condanna a morte per loro”.

Maria Grazia Cucinotta, dopo essere stata premiata per mano del sottosegretario di Regione Lombardia Antonio Rossi, ha poi partecipato alla tavola rotonda su “Autonomia e famiglia, pari opportunità e realizzazione personale” coordinata dalla giornalista televisiva Tiziana Ferrario e alla quale partecipato Plinio Agostoni (vicepresidente di Icam), Francesca Bonacina (vicesindaco lecchese) Mariastella Gelmini (deputata e già ministro dell’istruzione) e Giovanna Palladino (direttore del Museo del risparmio di Torino). Alla tavola rotonda avrebbe dovuto partecipare anche la ministra alle pari opportunità Elena Bonetti, ma già arrivata a Milano è dovuta rientrare urgentemente a Roma.
D.C.
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