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Scritto Mercoledì 05 agosto 2020 alle 09:13

In viaggio a tempo indeterminato/139: ci siamo 'cenoteati'....

“La carretera se cenoteò”. (Letteralmente “la strada si è cenoteata”)
“Cenotearse” non è una vera e propria parola e non la si trova di certo guardando sul dizionario spagnolo. Ma questo verbo, qui in questa parte del Paese, è davvero molto usato. Sta ad indicare un fenomeno molto particolare: una strada che è sprofondata per la presenza di un cenote, cioè di una grotta sotterranea.
Può sembrare insolito ma succede più spesso di quanto ci si possa aspettare.
Questo perché la Penisola della Yucatan, milioni e milioni di anni fa, in realtà non esisteva o meglio era completamente sommersa. Si trattava di un agglomerato di rocce calcaree ricoperte da coralli e fossili. (Mentre scrivevo questa frase mi è sembrato di sentire la voce di Piero Angela a guidarmi!)
Durante l’era glaciale, però, la struttura della penisola cambiò e il territorio diventò più alto del livello del mare.
Piano piano il ghiaccio si sciolse erodendo le rocce calcaree e creando caverne tutte collegate tra loro da fiumi. Un enorme ecosistema sotterraneo che ancora oggi si può osservare attraverso dei “buchi” nella superficie chiamati appunto cenote.
I cenote, altro non sono che gigantesche grotte con pareti ricoperte da fossili. Possono essere davvero molto profondi e possono raggiungere addirittura i 300 metri! Sono dei veri e propri “laghi” di acqua dolce in alcuni dei quali è possibile immergersi per andare ad esplorare i tesori che nascondono.


La parola cenote deriva dalla parola Maya dzonot che significa acqua sacra.
Per i Maya, infatti, i cenote oltre ad essere delle fonti di acqua, erano le porte di ingresso per il mondo sotterraneo.
In queste pozze d’acqua venivano fatti vari riti per ingraziarsi le divinità. Alcuni prevedevano delle offerte e dei doni, altri, più cruenti, dei veri e propri sacrifici umani.
Per chiedere agli dei che terminasse la siccità, ad esempio, venivano sacrificati degli uomini, in genere prigionieri di guerra, che venivano purificati con l’acqua del cenote prima di essere uccisi.
Per conoscere, invece, come sarebbe andato il raccolto dell’anno, all’alba venivano gettate in acqua per conto dei possidenti del paese, delle donne che, se sopravvivevano, a giorno fatto venivano salvate in modo che potessero raccontare quello che gli spiriti, che dicevano di aver visto nelle profondità del cenote, avevano risposto loro.
Non solo. Durante recenti esplorazioni sul fondo dei cenote, sono stati trovati gioielli d’oro, oggetti e tessuti preziosi, i quali venivano probabilmente gettati insieme ai sacrifici umani proprio per rendere omaggio agli dei.


Basta osservarne uno per capire perché i Maya vedessero in quei “buchi” di acqua dei luoghi tanto affascinanti e misteriosi. Quando si sta sul bordo di un cenote, l’acqua è talmente scura da non riuscire a vedere nulla di quello che c’è sotto. Sembrano delle vere e proprie grotte che conducono a mondi diversi.
Nella zona dove ci troviamo ora, c’è la maggiore concentrazione di cenote. Purtroppo, a causa della pandemia, gli accessi a molti sono al momento chiusi, ma non ci è servito andare lontano per trovarne uno.
In fondo alla spiaggia di Playa del Carmen, in un angolo che pochi turisti raggiungono, c’è il cenote di Punta Esmeralda. Una specie di lago di acqua dolce freschissima in mezzo a una fitta giungla di alberi che finisce per tuffarsi proprio nel mare dei Caraibi.

VIDEO:



Ci trovavamo proprio lì qualche giorno fa e Paolo si è persino tuffato in quel profondo buco scuro.
Solo dopo abbiamo scoperto che in quel cenote vive un coccodrillo che per fortuna non si è fatto vedere quel giorno.
Oggi sono moltissime le persone che, durante un viaggio in questa parte del Messico, trovano un po’ di tempo per immergersi in un cenote. In alcuni si può fare un bagno rinfrescante senza troppe preoccupazioni, per altri invece, è necessario essere accompagnati da delle guide esperte o addirittura avere un brevetto per le immersioni.
Per chi, come me, non ama tuffarsi in pozze d’acqua dove non si vede il fondo ma vuole comunque godersi l’esperienza del cenote, beh basta andare su una delle spiagge della Riviera Maya per trovare piccole sorgenti sotterranee di acqua dolce fredda che sgorgano nel mare. E’ una piacevole e rinfrescante esperienza, anche se, forse, un po’ meno affascinante di quella di un bagno in “buco nero”.
Angela (e Paolo)
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