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Scritto Sabato 08 agosto 2020 alle 17:40

Regimi e regimi

Si parla molto del ventennio fascista, poco del quarantennio che segnò la rinascita del nostro paese e tutto tace sul trentennio comunista che sta portando l’Italia allo sfacelo economico e sociale. Eravamo negli anni ottanta la sesta potenza industriale, le nostre imprese primeggiavano in tutto il mondo e pianificavano investimenti e acquisizioni di società estere. Oggi siamo semplicemente ridicoli. I nostri programmi si basano su aiuti alle imprese, contributi alle famiglie in difficoltà, contributi allo studio reddito di cittadinanza, sgravi contributivi per chi assume. Negli anni settanta il lecchese inviava viveri di ogni genere in ogni parte del mondo, specialmente a Cracovia dove un vescovo lottava quotidianamente contro il regime comunista che affamava la popolazione. Quel vescovo che aveva subito duramente il nazismo si trovava ad affrontare un regime che lo spiava anche nel confessionale. Divenuto Papa continuò a combattere quel regime comunista fino alla sua sconfitta in tutta l’Europa. Oggi quel regime ci opprime in Italia grazie all’intervento in politica della Magistratura negli anni novanta. Piano piano siamo stati aggrediti da quel cancro che oggi non solo ci spia in ogni dove della nostra vita e condiziona le nostre scelte economiche ma ci toglie tutte le nostre libertà. Ormai con la scusa di prevenire ci sottopongono allegramente anche della visita per la prostata. Non siamo più liberi a casa nostra, non possiamo disporre dei nostri soldi, dobbiamo subire ogni violenza da parte della criminalità senza poter reagire. Le forze dell’ordine devono solo subire senza poter difendere la loro persona ( figurarsi la divisa ). Eppure in TV chiamano sovranisti chi ha dovuto subire per cinquantanni quel regime e oggi non vuole ritornare schiavo. Vuole essere padrone della sua terra e della sua vita. La dura lotta per la conquista delle libertà ha forgiato il carattere di quelle genti che oggi lavorano per il loro sviluppo e benessere sociale come hanno fatto i nostri padri dopo il ventennio fascista e le devastazioni della guerra. Mentre noi appagati in ogni nostro desiderio scivoliamo sempre più giù nel baratro, incapaci di reagire. Fra qualche anno saranno i polacchi a portarci i viveri di sussistenza.
Ci ricorderemo allora del primo discorso di Papa Wojtyla “Non abbiate paura!“
Sconfiggiamo questo cancro che ci soffoca. Che le politica torni a essere politica e ricacci al suo posto questa finta magistratura al servizio del regime.
R.C.
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