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Scritto Lunedì 10 agosto 2020 alle 08:42

Valmadrera: i volontari de 'La Val de ier' riaprono il museo contadino dopo la sospensione a causa del covid

Uno spazio per salvare il ricordo del mondo contadino, della tradizione valmadrerese; un luogo per custodire attività, usi ed oggetti di una realtà passata; un edificio per raccogliere e preservare la memoria, a rischio con il passare degli anni e la scomparsa dei protagonisti di quell’epoca.
Può essere definito così il museo della vita contadina, struttura che sorge presso la piana di San Tomaso da ormai vent’anni. L’idea nasce dall’intuizione di Riccardo Villa, storico artigiano e falegname valmadrerese che a partire dagli anni ottanta, ovvero quando “le cascine cominciavano a chiudere” e l’urbanizzazione bussava alle porte della città, ha cominciato a raccogliere attrezzi, mobili di una società in via d’estinzione nel tentativo di “salvarli dall’oblio”. Nel 2000 la Comunità Montana del Lario Orientale mette a disposizione uno spazio che diventerà l’attuale museo, coronando così il sogno del falegname valmadrerese.

Quando Villa è scomparso, ormai due anni fa, i volontari e le volontarie si sono riorganizzati, fondando lo scorso anno l’associazione “La val de ier” e gestendo, di fatto, la vita del museo: “Siamo in 15 e apriamo il museo da marzo ad ottobre la prima e la terza domenica del mese” racconta Carolina, storica volontaria nonché presidente della neonata associazione.
Anche il covid, però, ha fermato le attività del museo, che quest’anno ha aperto solo il 26 luglio scorso, attuando le disposizioni in materia di distanziamento e protezione individuale vigenti. Il totem con il gel all’ingresso, la misurazione della febbre e l’obbligo della mascherina, infatti, indicano che qualcosa è cambiato nelle visite; non però la disposizione e l’offerta del museo, che nelle varie stanze ospita la ricostruzione della vita contadina nelle varie stagioni dell’anno.

Si comincia quindi con la sezione “invernale” in cui figurano seghe e altri attrezzi per tagliare la legna, nonché gli strumenti per l’aratura del grano “che si compie ad inizio inverno: si semina il grano che ha tanto bisogno per la germogliazione che avviene in primavera”. A differenza, invece, del granoturco che viene seminato in primavera e i cui attrezzi di coltivazione sono dislocati in un’altra stanza: “zappatrici, setacci per il frumento, strumenti per la fienagione e pompe per spargere zolfo in polvere e verderame liquido sulle viti per evitare la peronospera” sono alcuni degli attrezzi della primavera, ma anche dell’autunno, stagione della vendemmia.

Non solo, il museo raccoglie anche strumenti tipici per la produzione del miele, così come quelli per la raccolta del baco da seta: “si prendeva il baco e lo si allevava: addirittura gli veniva lasciata la camera da letto perché è necessaria una temperatura costante e le persone dormivano sul fieno. Bisognava stare attenti al bruco che non bucasse il bozzolo per fuoriuscire e diventare farfalla: se fosse uscito, infatti, avrebbe spezzato il filo”. A quel punto il baco veniva portato alla filanda per la lavorazione vera e propria della seta “spesso ad opera delle bambine che, avendo le mani piccole, erano impiegate in questo settore”.
Al secondo piano del museo, poi, è possibile avere un assaggio di quelli che erano i locali tipici nei quali la comunità contadina viveva: e allora ecco l’allestimento della stanza principale “quella che per noi potrebbe essere il salotto” in cui erano disposti il camino, il tavolo e spesso anche la cucina, ma anche la riproposizione di una tipica camera, in cui il matrimoniale era composto da due letti singoli uniti, e in avevano luogo curiosi escamotage per riscaldare un locale che, in tempi invernali, raggiungeva temperature molto basse.
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I volontari del museo hanno deciso di abolire l’ingresso ad un euro, introducendo la modalità dell’offerta libera: “in questo modo è arrivata qualche persona in più” racconta uno dei volontari.
Il museo sarà aperto ogni domenica nel mese di agosto dalle 10 alle 12 e dalle 13.30 alle 17 continuando poi domenica 6 e 20 settembre e domenica 4 e 18 ottobre sempre agli stessi orari. Per informazioni e prenotazioni per visite guidate-tematiche di gruppi e aperture straordinarie è possibile mandare una mail a: lavaldeier@gmail.com
A.A.
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