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Scritto Giovedì 13 agosto 2020 alle 11:49

Viticoltura, ottimismo nel Lecchese a poche settimane dalla vendemmia: l’annata 2020 caratterizzata dall’uva di qualità

Il 2020 è un anche un anno di note positive, o almeno per quanto riguarda la viticoltura. Con la vendemmia alle porte, nel settore è tempo di bilanci per capire come è andata quest'anno la produzione, quanta uva potrà essere trasformata in vino e che qualità avrà assunto. Le sensazioni dei viticoltori lecchesi interpellati, dopo che la Coldiretti nelle scorse ore aveva spiegato che quest'anno nelle vigne è cresciuto il 10% in più dei grappoli rispetto all'anno passato (riportiamo il comunicato più in fondo), sono effettivamente abbastanza positive.

''Abbiamo avuto giusto questa mattina una riunione in vigna ed è emerso un dato confortante non tanto sulla quantità dell'uva ma sulla sua qualità'' ha riferito Giacomo Venini, responsabile della Tenuta Montecchio di Colico. ''Direi che è in assoluto la migliore degli ultimi tre anni. Ciò è stato possibile grazie alla primavera molto mite che abbiamo passato e che ha contribuito alla fioritura di un'uva molto sana. Qui fortunatamente non siamo stati colpiti da grandine o eventi particolarmente traumatici, così come in tutto il Lariano direi. Andremo a vendemmiare se tutto va bene entro una quarantina di giorni, partendo dal bianco base spumante e passando dopo qualche settimana al fermo''.

Qualità è anche la parola d'ordine della viticoltura Cardinal Federigo, situata nel suggestivo Castello di Rossino a Calolziocorte, in cui si producono mediamente ogni anno tra le 3000 e le 4000 bottiglie di vino, precisamente un rosso ed un rosato. Anche questa zona, come avvenuto per i colleghi di Colico, non è stata colpita dal maltempo di cui ha riportato Coldiretti, e l'ettaro e mezzo di uve merlot in possesso dell'azienda gode di ottima salute.  "Come ogni anno" ha spiegato la proprietaria "ci occupiamo del diradamento, al fine di migliorare la qualità delle nostre uve". Si tratta infatti di una tecnica che prevede l'eliminazione di alcuni grappoli ancora in fase di maturazione, per far sì che i succhi, i profumi e gli aromi rimangano in quelli rimanenti, concentrando così la qualità del prodotto estratto.

Dalle colline di Montevecchia, Giovanni Mameli dell'azienda agricola Il Ceresè ha riscontrato non pochi problemi, causati dal maltempo e dalle malattie, che hanno reso incerto come ogni anno il raccolto. Normalmente, infatti, sono circa 1200 le bottiglie di merlot prodotte, anche se quest'anno la stima sarà leggermente più bassa, nonostante quanto annunciato da Coldiretti. La novità di questa vendemmia è però il pinot nero, alla sua prima produzione, per cui si stimano circa 500 bottiglie. "Va molto a fortuna" ha commentato Mameli "ogni anno il cambiamento climatico peggiora leggermente, e la particolarità di questi temporali è che colpiscono violentemente una zona per lasciarne completamente intonsa un'altra". Dal Ceresè, la sensazione rimane comunque positiva, anche grazie al fatto che durante l'emergenza Covid l'azienda ha continuato a lavorare, rispettando in pieno le indicazioni governative, mantenendo l'attenzione ancora alta.

''Diciamo che a occhio posso confermare quello che sostiene Coldiretti'' ha commentato Mario Ghezzi, titolare dell'azienda agricola La Terrazza di Montevecchia. ''Per quanto ci riguarda la produzione dovrebbe essere un filo in più rispetto alla media degli ultimi anni. Fortunatamente nel periodo del coronavirus non ci siamo mai fermati e nella vigna siamo riusciti a mantenere il distanziamento. Poi diciamo che abbiamo avuto dalla nostra parte anche l'andamento climatico. E' stato addirittura un po' troppo asciutto, ma la vite non è una pianta che risente troppo la mancanza di acqua rispetto ad altre colture. L'andamento stagionale possiamo perciò considerarlo buono in mancanza di gelate primaverili che a volte capitano e bruciano i boccioli appena comparsi. La grandine di giugno ci ha tolto qualcosa, ma non più del 5%. Perciò a settembre saremo pronti i primi giorni con il bianco base spumante e dopo un mesetto con l'uva rossa. Molti anticipano la raccolta perché non vogliono rischiare che il brutto tempo rovini tutto. Noi siamo più per raggiungere la massima maturazione per produrre il miglior vino possibile''.

Anche per Lorenzo della Cascina Limonta, proprietario di circa 6000 metri di terreno situato proprio il Santuario di Montevecchia, l'annata è estremamente positiva. "In alta Collina ha fatto meno caldo del solito" ha detto "e la mia vigna è stata colpita solamente da una grandinata". Il futuro si prospetta roseo, sia a livello di vendemmia - l'azienda produce circa 1500 bottiglie di vino, da uve merlot e pinot per il rosso e pinot bianco, chardonnay e riesling per il bianco - sia a livello di vendita, che sta procedendo alla grande, grazie soprattutto alla posizione tattica del locale, in una zona molto amata sia dalla gente del territorio sia da chi viene da lontano per visitare Montevecchia.

Sul territorio del casatese, i quasi due ettari dell'azienda Santa Croce di Missaglia, nel Parco del Curone, sono in salute. Solo uno dei tre vigneti, infatti, è stato colpito da una forte grandinata. La vendemmia, come ha spiegato Jean Colombo, il proprietario, avrà inizio in ritardo rispetto al solito, probabilmente circa alla metà di settembre, periodo in cui saranno raggiunte le condizioni ottimali per ottenere i due vini bianchi, il rosato ed il rosso. "Stimiamo una perdita circa del 20% a causa della grandine" ha concluso "ma con il resto siamo perfettamente in linea con le previsioni".

''E' ancora presto per tracciare un bilancio dovendo aspettare qualche settimana per partire con la vendemmia'' è stato invece il commento di Mauro Cesana dell'azienda agricola Tre Noci di Sirtori. ''Non so se i grappoli saranno precisamente il 10% in più rispetto allo scorso anno. Qui qualcosa lo abbiamo perso nel mese di giugno a causa di un po' di grandine e del temporale. Ma i danni non sono stati fortunatamente tantissimi. Quello che posso confermare è che l'uva è veramente bella. Non lavorando su grosse quantità abbiamo sempre puntato su una qualità molto alta, perciò pur toccando ferro sembra che l'annata sarà buona. Una nota positiva sono state di sicuro le vendite online e le consegne a domicilio, cresciute nel periodo del lockdown. Nelle ultime settimane ha ripreso abbastanza bene anche la vendita ai ristoranti''.

G.Co.
A.S.

Fase 3, vendemmia al via: +10% grappoli in Lombardia

Scatta l’ora della vendemmia in Lombardia che secondo le previsioni vedrà a livello regionale un aumento medio nei raccolti di circa il 10% rispetto allo scorso anno. E' quanto afferma la Coldiretti Lombardia in occasione del distacco dei primi grappoli di uva in Franciacorta. Nei prossimi giorni le operazioni entreranno nel vivo anche in Oltrepò Pavese, mentre gli ultimi a partire saranno i viticoltori della Valtellina verso fine settembre.

Tra gli eventi di maltempo che si sono verificati nel corso della stagione – spiega la Coldiretti regionale – si segnalano alcune grandinate che hanno colpito a macchia di leopardo nella zona del basso Garda bresciano e in Valtellina, dove a fine luglio i chicchi di ghiaccio hanno mitragliato i vigneti in piena maturazione nella fascia che va da Sondrio a Ponte in Valtellina. Nonostante questi episodi – continua la Coldiretti regionale – quest’anno si prevede comunque un aumento nella quantità di uva raccolta rispetto alla scorsa vendemmia e una qualità ottima.

In Lombardia – spiega la Coldiretti regionale – ci sono più di 20mila ettari a vigneto, oltre 3mila imprese vitivinicole, con una produzione che per circa il 90% è costituita da vini di qualità grazie a 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT. Proprio questa tipologia di prodotto in particolare quest’anno ha subito un crollo nelle vendite a causa dell’emergenza coronavirus: a pesare sia la chiusura forzata di alberghi, agriturismi, enoteche, bar e ristoranti, sia il calo delle esportazioni aggravato dalle difficoltà logistiche riscontrate nei mesi scorsi.

Con la vendemmia – precisa la Coldiretti - in tutta Italia si attiva un motore economico che genera oltre 11 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che offre opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio. In Italia – chiarisce la Coldiretti - per la vendemmia 2020 si prevede una produzione stimata attorno ai 45 milioni di ettolitri, che apre un entusiasmante testa a testa per il primato mondiale con la Francia, dove la produzione – conclude la Coldiretti - è stimata fra 44,7 e 45,7 milioni di ettolitri secondo il Servizio statistica e previsioni del ministero dell’agricoltura d’Oltralpe, mentre in Spagna si stimano fra 43 e i 44 milioni di ettolitri.

Le vendite di vino italiano nel mondo – spiega la Coldiretti sui dati Istat dei primi 5 mesi dell’anno - sono in calo del 4% nel 2020 con una storica inversione di tendenza che non ha precedenti negli ultimi 30 anni a causa delle difficoltà registrate dalla ristorazione in tutto il mondo per l’emergenza coronavirus. Un dato preoccupante dopo il record storico di 6,4 miliardi fatto segnare lo scorso anno per le esportazioni di vino Made in Italy. La vendemmia 2020 infatti – conclude la Coldiretti – è la prima segnata dagli effetti della pandemia mondiale, delle tensioni commerciali internazionali con la minaccia dei dazi e della Brexit con l’uscita dall’Unione Europea della Gran Bretagna che è stata per lungo tempo il principale cliente del prosecco, il vino italiano più esportato nel mondo.

Coldiretti Lombardia
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