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Scritto Giovedì 20 agosto 2020 alle 08:26

Monte di Brianza, trovati resti di gamberi di fiume. Cortenova: 'buon segnale, ora sì al Parco'

La loro presenza è un chiaro indicatore di qualità ambientale. Per questo fa ben sperare – e riflettere, in prospettiva futura – il ritrovamento nei giorni scorsi, durante un'attività di monitoraggio, di diverse esuvie (resti di esoscheletro dopo la muta, ndr.) di gamberi autoctoni di fiume nei torrenti del Monte di Brianza. È noto infatti che la specie, che per sopravvivere necessita di acque ossigenate e fredde, è in via di estinzione in tutta Italia, a causa di una malattia provocata da un fungo introdotto e veicolato da gamberi alloctoni, non originari del territorio, evidentemente non presenti dalle nostre parti.



"È stata un’ottima scoperta, sicuramente confortante" ha commentato Daniele Cortenova, appassionato di fotografia naturalistica che di tanto in tanto, nel tempo libero, si affianca ai componenti dell'Associazione Monte di Brianza guidata da Franco Orsenigo nelle loro uscite sul territorio, per qualche scatto e non solo. Era stato proprio lui, qualche mese fa, a catturare tra il verde alcune splendide immagini di un giovane capriolo, dopo i primi avvistamenti - segnalati in almeno due occasioni, nel corso del 2019 - sul territorio comunale di Colle Brianza.



"La presenza dei gamberi di fiume (tra i più grossi invertebrati d'acqua dolce visibili nella nostra zona, conosciuti anche come "gamberi dalle zampe bianche", ndr.) dovrebbe far riflettere tutti sull'importanza e la biodiversità del Monte di Brianza, che meriterebbe più attenzione, più considerazione in una visione futura" ha sottolineato Daniele Cortenova, peraltro consigliere in minoranza a Garlate, in un gruppo di stampo leghista. "Da anni, ormai, si assiste a una serie di "litigi" e indecisioni politiche, senza capire che un ambiente come questo - di valore inestimabile - non dovrebbe che essere inserito all'interno di un Parco, e nello specifico - a mio parere - in quello del Barro, a cui è predestinato dal punto di vista geografico. C'è ancora chi non prende posizione in merito, con il rischio di una cementificazione generale del territorio: credo che sia necessaria una maggiore considerazione del nostro patrimonio naturale, tanto più perché i Comuni, da soli, non possono permettersi opere importanti di ingegneria forestale o di prevenzione dei rischi idrogeologici, sempre più necessarie".



Oltre ai gamberi di fiume - particolarmente sensibili agli agenti inquinanti, che li rendono più sensibili alle malattie come la terribile "peste" - il Monte di Brianza può vantare anche altre specie di altissimo valore, come il già citato capriolo e il gufo reale.
"È una biodiversità incredibile, di cui probabilmente la maggior parte di noi non conosce nemmeno l'esistenza" ha aggiunto ancora Cortenova. "Penso sia fondamentale sensibilizzare le persone su questi aspetti, partendo "dal basso" ma iniziando a crederci anche a livello politico: la parola "Parco" sembra fare paura, tanto che finisce sempre per essere usata solo in campagna elettorale; eppure bisognerebbe ragionare di più sulla sua importanza come ente, sull'indotto che potrebbe portare al territorio in tutte le sue componenti, non solo ambientali ma anche produttive".
B.P.
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