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Scritto Giovedì 27 agosto 2020 alle 20:29

Abbadia: senza esito le ricerche della ragazzina annegata nel lago a pochi metri dalla riva

Senza esito. Le ricerche di Fatou, la ragazzina con casa a Monza "inghiottita" dal Lago nel pomeriggio odierno a Abbadia, non hanno dato alcun riscontro. I vigili del fuoco hanno scandagliato le acque per ore dinnanzi al Parco Ulisse Guzzi alla Poncia, senza sosta. E senza individuare il corpo dell'adolescente, annegata nel tempo di un amen.

Mancava qualche minuto alle 14 quando, a manina della mamma - originaria del Gambia - la giovane, arrivata da poco con la famiglia sulla spiaggia, ha mosso qualche passo sulla riva, per rinfrescarsi dopo il viaggio in treno verso il paesino lariano incastrato da il Lago e le montagne.

Qualcosa è evidentemente andato storto. Forse non considerando che il fondale in quel punto scende subito e sottovalutando la corrente, le due si sono trovate in difficoltà. La giovane donna è stata prontamente raggiunta dal marito che l'ha riportata a riva. Della loro figlioletta, 11 anni appena, non c'è più stata traccia. Lasciata la mano della mamma non è mai riaffiorata. Nessuno l'ha più vista. Nonostante poi tutti gli occhi delle centinaia di persone intente a prendere il sole al lido si siano riversati su quel punto, a ridosso del ponticello che separa la spiaggia attrezzata (con gli ombrelloni tutti uguali e i lettini) dalla spiaggia brulla, con i teli, le tende e le seggioline multicolor.

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I primi a prodigarsi sono stati i gestori del posto. Poi sono arrivati i vigili del fuoco, pronti a tuffarsi e a perlustrare la costa con la loro pilotina, in attesa dello "sbarco" ad Abbadia dei colleghi sommozzatori. Vano anche il tentativo di far sorvolare la battigia dall'elicottero in dotazione al Corpo. Troppe le persone presenti, troppi gli ombrelloni e i rischi legati al sollevarsi della sabbia. Supervisionate dalla polizia locale e dai carabinieri, le ricerche si sono protratte fino alle 19 per riprendere anche al buio fino alle 2 di notte. Poi la decisione di interromperle. Con un nulla di fatto.

La speranza resta al momento una sola: che il Lago quantomeno restituisca il corpo della ragazzina, annegata in quella che avrebbe dovuto essere una giornata spensierata per lei, i suoi giovani genitori e i tre fratelli con i quali aveva raggiunto la Poncia e dinnanzi al cui sguardo ha trovato, invece, la morte.
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A.M.
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