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Scritto Domenica 13 settembre 2020 alle 11:37

Cambia Calolzio: la targa nella memoria di Moussa, ''un figlio non figlio che ci è figlio''

“Moussa era una persona buona, mite, fragile, che ha avuto bisogno dell’attenzione della comunità”. È stato descritto così Moussa Sidibe, giovane senegalese scomparso il 3 ottobre 2018, nella cui memoria è stata deposta una targa commemorativa su una delle panchine del parchetto Giuseppe e Giovanni Rosa di Corso Europa, a Calolziocorte.

L’iniziativa è stata organizzata e fortemente voluta dal gruppo civico Cambia Calolzio, come ha spiegato Corrado Conti, militante della squadra, durante la breve cerimonia tenuta nella mattina di oggi proprio davanti a quella panchina su cui Moussa ha dormito nell’ultimo periodo della sua vita, durante l’estate del 2018, prima di venire segnalato alle forze dell’ordine e di ricevere l’ordine di espulsione.

Corrado Conti

Daniele Vanoli

“Moussa aveva fatto di questa panchina e del lago la sua casa” ha ricordato con affetto Conti, descrivendo ai presenti, tra i quali era presente anche una rappresentanza della comunità senegalese di Calolzio, quel giovane introverso e bisognoso di supporto, tra i primi utenti dello sportello di ascolto e orientamento Ascoltarci, messo in piedi da Spazio Condiviso. “Purtroppo, l’aiuto non è bastato e dopo la segnalazione alla Questura Moussa si è spostato a Chiuso, dove all’alba del 3 ottobre è stato investito da un treno in corsa mentre attraversava le rotaie”.



La targa commemorativa, ancora provvisoria in quanto il gruppo Cambia è in attesa di quella definitiva, è stata posata per molte ragioni, prima fra tutte come simbolo delle difficoltà e dei bisogni di tutte quelle persone lasciate sole.

A prendere la parola è stato poi Daniele Vanoli, consigliere comunale, il quale ha voluto ricordare, oltre a Moussa, anche Alberto Valsecchi, fondatore di Cambia Calolzio scomparso la scorsa settimana, da sempre impegnato nelle attività di Arci Spazio Condiviso e dello sportello sociale.

“Nel commemorare chi non c’è più” ha detto “riponiamo la speranza di poter portare avanti questo modello di lotta per un mondo diverso”. Vanoli ha colto poi l’occasione per citare alcune delle attività messe in campo da Cambia nell’ultimo periodo, come la recente raccolta firme al fine di richiedere uno spazio per la sepoltura dei fedeli di religione islamica.

La targa inaugurata nella mattina di oggi, come recita la stessa scritta, è dunque un simbolo degli ultimi, dei dimenticati, dei sofferenti in cerca di una casa lontano da casa.
G.Co.
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