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Scritto Lunedì 14 settembre 2020 alle 08:09

A passeggio tra le cave: 'un bagno di realtà' promosso dal comitato Salviamo il Magnodeno

Domenica mattina alle 8.30 una ventina di persone si sono date appuntamento a Maggianico, in via alle Fornaci, per conoscere da vicino i luoghi interessati dalle cave in attività sul monte Magnodeno, dopo che negli scorsi giorni una serata di approfondimento proposta dal collettivo “Venerdì sera sono al libero” e dal nascente comitato “Salviamo il Magnodeno”, ha riportato l’attenzione su questo tema così delicato.

Una “passeggiata tra le contraddizioni” si potrebbe definire. Il gruppetto ha iniziato la sua escursione percorrendo la nuova scalinata di Sant’Antonio, recentemente risistemata dalla Unicalce, proprietaria delle cave di Vaiolo alta e Cornello, in cambio della cessione da parte del comune di Lecco di un sentiero comunale presente all’interno di una delle aree di escavazione. Una scalinata che in breve permette di avere una vista panoramica su parte della città, sul lago e sulle montagne antistanti, ma anche sulle prime zone interessate dalla presenza delle attività di coltivazione ed estrazione del calcare.

Su indicazione di Bruno Marando, tra gli animatori del comitato, e di Vittorio Castagna, profondo conoscitore del Magnodeno, il gruppetto ha seguito le orme del Tuff, un torrente che ha le sue fonti proprio nei pressi della cava Vaiolo alta e che scende poi, in parte nel sottosuolo e in parte in superficie, fino a Maggianico dove fino a qualche decina di anni fa gli abitanti del rione se ne servivano per uso domestico, ha ricordato Casto Pattarini memoria storica del quartiere (e candidato con il Partito democratico alle elezioni comunali della prossima settimana).

Il percorso si fa impegnativo: il sentiero più diretto per arrivare alle cave, in passato utilizzato dagli stessi operai delle aziende, si presenta decisamente sconnesso e a tratti pericoloso per via dei “fiumi” che si formerebbero nelle giornate di pioggia intensa all’interno dell’area di cava per poi scendere proprio lungo questa strada fino all’abitato di Maggianico, non senza qualche disagio per i residenti.
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Ma è quando iniziano ad apparire le aree di cava che il paesaggio cambia. Il sentiero lascia il posto alle strade battute di cui si servono i camion per raggiungere le zone di escavazione o di stoccaggio, il ciglio è punteggiato da pozze di acqua fangosa e le reti di delimitazione per lunghi tratti accompagnano gli escursionisti.

L’aspetto più impattante per chi passeggia lungo i sentieri sono sicuramente le aree di cava vere e proprie, con gli inconfondibili gradoni, i macchinari e l’area polverosa che le circonda, ma non sono solo questi gli aspetti che “disturbano la vista”. Proseguendo verso l’alto, in direzione della cima del Magnodeno e del Campo dei boi, si passa necessariamente sotto il rumoroso rullo che trasporta il materiale escavato fino ai forni dove viene lavorato e si incontra la costruzione in cemento che raccoglie le rocce fatte “brillare” e incanalate in un imbuto prima che prendano la via del nastro meccanizzato.

Camminando per la montagna poi, si prende dolorosamente atto di un altro aspetto legato a questa attività: il taglio degli alberi, di alberi in salute, necessario per l’espansione dell’area da cavare. Gli assidui frequentatori della zona raccontano che di anno in anno intere pinete o boschi di altro tipo sono sparite per far posto ai cantieri, così come ricordano un altro degli aspetti più evidenti: il rumore delle mine che quasi ogni giorno attorno a mezzogiorno riecheggia per tutta la valle arrivando fino agli abitati sottostanti.

Più ci si avventura verso l’alto più i sentieri alternativi alla strada carrabile diventano difficilmente percorribili, mal segnalati e poco curati, anche se i più affezionati assicurano che la situazione è migliorata proprio in questi giorni, forse - suggerisce qualcuno - in vista del sopralluogo programmato per quest'oggi, lunedì, nell’ambito della Conferenza dei servizi che deve valutare la domanda di espansione della cava Vaiolo alta. E in effetti su alcuni alberi poco fuori il confine segnato dalla rete metallica sono comparsi dei nastri rossi e bianchi, più evidenti dei cartelli destinati all’orientamento degli escursionisti.

Proprio a questa altezza, con l’arido panorama offerto dalla cava di Vaiolo alta e il lago sullo sfondo, si è chiusa la passeggiata del comitato alla quale hanno preso parte anche diversi candidati consiglieri comunali e Silvio Fumagalli, aspirante primo cittadino del Movimento 5 stelle. A loro la grande sfida di conciliare la presenza di un’attività così impattante con la promozione del turismo e la tutela dell’ambiente, promesse presenti in tutti i quattro programmi elettorali.
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Manuela Valsecchi
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