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Scritto Lunedì 14 settembre 2020 alle 10:03

Le scuole riaprono, le stazioni tornano a riempirsi di giovani. Paura di assembramenti ma non vogliono un altro lockdown

La scuola è tornata in buona parte dell'Italia, sei mesi dopo le ultime lezioni in presenza. Oltre 5 milioni gli studenti quest'oggi in aula, come dichiarato dal Ministero dell'Istruzione, e ciò ha significato anche un ritorno della gioventù nelle stazioni e sui treni. Alla cartella sulle spalle, però, hanno dovuto aggiungere un altro elemento imprescindibile come la mascherina.



Luca, Davide e Kush alla stazione di Osnago

Tra i giovani intervistati sul treno partito alle 6.54 da Osnago, direzione Lecco, è emerso l'entusiasmo di rientrare finalmente in classe e di recuperare quel contatto umano – seppure distanziato – perso nei mesi della didattica a distanza. Le paure sono principalmente due: che la situazione precipiti e un nuovo lockdown costringa loro a chiudersi in casa e che tornare sui banchi e recuperare il passo non sarà affatto semplice.


Aurora Mandelli e Alessandro Agostino, entrambi studenti del Liceo Volta di Lecco


''Siamo decisamente contenti di rientrare in classe, anche se per noi sarebbe stata comunque un'esperienza nuova'' hanno raccontato tre neo studenti del Liceo Grassi di Lecco, Davide, Kush e Luca. ''Arriviamo dalle scuole medie dove la DaD è riuscita in qualche modo a rimpiazzare le lezioni in classe, ma non è stata chiaramente la stessa cosa. A differenza delle lezioni in presenza, a casa era facile perdere il filo a causa dei problemi di connessione. Non prendevamo il treno, perciò non sappiamo bene cosa aspettarci''.



https://youtu.be/-uBwmzIiSl4


Poter vedere e rapportarsi con insegnanti e compagni di classe per Aurora Mandelli, in quarta al Liceo Volta di Lecco, è la cosa che più la solleva dopo sei mesi trascorsi lontana dalle aule. ''Ci farà bene rientrare in classe'' ha commentato. ''Mancava il lato umano, anche se con la didattica a distanzia siamo riusciti a compensare la lontananza. Ciò che mi fa più paura è il treno ma non tanto per gli assembramenti, quanto per il servizio''.



''Sembra, e speriamo, che si stia tornando alla normalità'' ha proseguito Alessandro Agostino, anch'egli in quarta al Volta. ''Sarà ovviamente un concettto diverso di scuola. Non potremo alzarci se non per emergenze e dovremo indossare la mascherina. Però sarà sicuramente un passo in avanti rispetto alla DaD con la quale abbiamo avuto non poche difficoltà. Era un modo di fare scuola che non avevamo mai sperimentato e ci ha trovati impreparati, soprattutto all'inizio. Ciò che mi spaventa dal muovermi con i mezzi è chiaramente il rischio di assembramenti''.


Arianna e Alessia, invece, compagne di classe all'Istituto Bovara, sono sollevate dal non dover più trascorrere otto ore filate davanti ad un computer. ''Non dovendo prendere il treno forse eravamo più riposate durante il lockdown, ma in ogni caso passavamo troppo tempo davanti al computer'' hanno commentato. ''Sembra il primo giorno di scuola di sempre e mette un po' d'ansia. Però siamo preparate e dai professori abbiamo avuto tutte le informazioni che ci servivano per capire come ci dovremo comportare nei prossimi mesi in classe''.




Arianna e Alessia, compagne all'Istituto Bovara

Dovranno invece riprendere dimestichezza con le materie pratiche Andrea e Thomas dell'Itis Badoni. ''In questi mesi non abbiamo potuto svolgere le lezioni nei laboratori, chiaramente, e perciò ci troveremo a dover recuperare questo aspetto'' hanno spiegato. ''La didattica a distanza non è sempre stata gestita alla perfezione, anche a causa delle carenze informatiche di qualche professore. Speriamo che questo rientro sia positivo e che non si debba tornare di nuovo a casa. Per noi un altro lockdown sarebbe un po' pesante''.


Andrea e Thomas del Badoni


Anna e Emma, studentessa della Casa degli Angeli la prima e del Manzoni la seconda

Dopo l'esperienza ''traumatica'' con la DaD, anche le amiche Anna, studentessa alla Casa degli Angeli, ed Emma, del linguistico al Manzoni, non vedono l'ora di rientrare in classe. ''Seguire le lezioni a distanza è stato confusionario'' hanno commentato. ''Certo, anche dover riprendere a frequentarle in presenza è difficile, però è meglio di prima e ci auguriamo di non dover ripetere la stessa esperienza di sei mesi fa''.
A.S.
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