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Scritto Lunedì 14 settembre 2020 alle 10:17

Lecco: scuole al via tra qualche incertezza delle famiglie e tanta 'voglia di normalità'

A quasi sette mesi di distanza dall'ultima volta, anche a Lecco questa mattina la campanella è tornata a suonare. Niente più didattica a distanza, la scuola è davvero ricominciata lì dove si era improvvisamente fermata, in quelle aule rimaste per troppo tempo vuote, tra quei corridoi per troppe settimane immersi in un silenzio surreale, così insolito in un luogo abituato a sentire lezioni, rumori, chiacchiere e risate, "vivo" e vivace come pochi altri. E oggi come non mai sembra inevitabile parlare di un "nuovo inizio", tra l'entusiasmo dei più piccoli (o almeno di quasi tutti...) e qualche (lecita) preoccupazione dei grandi.






"È giusto così, i bambini hanno bisogno di stare a scuola, tra i loro coetanei, anche per recuperare quella socialità che è tanto mancata durante il periodo di lockdown": questo il pensiero principale dei genitori lecchesi incontrati ai cancelli della Secondaria di I grado "Don Ticozzi" di via Mentana, dove la prima campanella del nuovo anno è suonata alle 8.00 in punto. E i primi a varcare le porte dell'istituto sono stati proprio i "nuovi arrivati", che nei mesi scorsi si sono visti costretti a concludere il loro primo importante percorso di studi - quello alle elementari - dalla loro cameretta, davanti al computer.



L'ingresso della Secondaria di I grado "Don Ticozzi". Sotto, la Primaria "G. Carducci"



Tanta, come dicevamo, la voglia di tornare alla normalità, pur nel rispetto delle nuove regole imposte per limitare al minimo le possibilità di contagio: immancabile, dunque, una mascherina sul volto (e una di scorta nello zaino, "perché non si sa mai..."), in attesa di un'eventuale ulteriore fornitura di DPI da parte della scuola; "infilata" tra i quaderni dalle pagine ancora bianche e gli astucci pieni di penne nuove di zecca, anche una bottiglietta di disinfettante, ormai un "must have" in tempi di pandemia.
"Subito dopo la colazione abbiamo misurato la temperatura e poi via" hanno proseguito i genitori, in alcuni casi non senza qualche perplessità sulle norme in vigore (in primis proprio quella che impone il controllo della febbre prima di uscire). "Per questi primi giorni gli orari sono un po' diversi dal solito, quindi l'organizzazione in famiglia non è stata facile" ha aggiunto un papà, in attesa di nuove comunicazioni per il prosieguo delle attività.






"Teniamo le dita incrociate, sperando che vada tutto bene e che non si ripeta la situazione vissuta nei mesi scorsi" hanno commentato altre mamme, esternando quella che è forse la preoccupazione maggiore tra le famiglie, ovvero il rischio di dover nuovamente "gestire" i figli a casa nell'eventualità di un raffreddore - che di fatto implicherebbe un "isolamento" preventivo - o persino di un caso di contagio da Coronavirus a scuola, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero.
"Con il lavoro non sarebbe per nulla facile arrangiarsi" ci ha confessato una mamma sull'uscio della Primaria "G. Carducci", nell'omonima piazza, che ha aperto le proprie porte ai primi alunni alle 8.30. Anche fuori dal plesso di Castello non sono mancate le emozioni del "primo giorno", con i bambini nel loro grembiule nero felici di poter riabbracciare (almeno simbolicamente, per ora) amichetti e maestre, nonché di tornare a riempire i loro quaderni di numeri, lettere e tante belle storie, iniziando così a costruire il loro domani.




Anche qui non senza qualche incertezza tra i genitori, consapevoli che i dubbi - anche all'interno della scuola - sono ancora tanti e che le prossime settimane restano (almeno in parte) da programmare, giorno dopo giorno. E se la voglia di normalità sembra prevalere, in città non manca qualche voce "fuori dal coro": "La didattica a distanza ha funzionato bene: certo era migliorabile, ma forse per qualche mese si sarebbe potuto continuare così, in attesa di capire come evolverà la situazione dal punto di vista sanitario".
B.P.
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