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Scritto Lunedì 14 settembre 2020 alle 17:57

Calolzio: 'affrontò' un agente di PL, finisce a processo per 'resistenza'

Aveva intimato ad un agente della Polizia Locale di Calolziocorte di togliersi la divisa, domandandogli “perchè ti nascondi dietro quei vestiti” e aggiungendo altresì che gli avrebbe spaccato la faccia. È finito per questo motivo al banco degli imputati E.C., un 42enne residente in paese, accusato di resistenza a pubblico ufficiale (aggravato dalla recidiva).
All’origine del diverbio, come spiegato dall’agente, chiamato questa mattina a riferire della vicenda che l’ha -malauguratamente- visto partecipe, ci sarebbe stata un’indicazione fornita da una vicina di casa dell’imputato. “Dovevo notificargli un atto di citazione del tribunale dei minori” ha riferito al giudice Giulia Barazzetta l’operante, parlando di quanto avvenuto la mattina dell’ 11 giugno 2018, “io e il collega non riuscivamo a trovare il citofono, quando una vicina di casa ci ha chiesto chi stessimo cercando e ci ha indicato il suo campanello, sul quale non era indicato il nome”.
Al momento però l’imputato si trovava al lavoro così, grazie all’ufficio anagrafe, sono riusciti a rintracciare il numero di telefono e a raggiungerlo per fissare un appuntamento più tardi quella mattina: “tornati all’ora prevista, ci siamo trovati l’uomo già fuori casa in piedi che ci stava aspettando e subito ci ha detto “tu e tu -riferendosi al collega, ndr- la prossima volta che chiedete informazioni ai vicini di casa vi denuncio”, al che è nata una breve discussione perchè gli ho chiesto quale reato stessimo commettendo” ha continuato l’agente. “Poi ha proseguito dicendo di togliermi la divisa, che avremmo affrontato la questione alla pari e che mi avrebbe spaccato la faccia”. L’attività dei due operanti tuttavia è proseguita senza intoppi, riuscendo tranquillamente a notificare l’atto al soggetto. “Non eravamo spaventati” ha proseguito la persona offesa rispondendo alle domande del Vpo Mattia Mascaro e dell’avvocato difensore Sonia Bova. “E’ stata comunque una parentesi spiacevole, stavamo solo svolgendo il nostro lavoro”.
Il processo proseguirà il 21 febbraio del 2021, con l’audizione dei testimoni rimasti e per la discussione finale.
B.F.
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